FIGC – Pres. Gravina: “Sfrutteremo la tecnologia anche per combattere gli episodi di razzismo”

 
 
gravina
   

FIGC – Il presidente Gravina è intervenuto ai microfoni di Sky Sport ed ha parlato di soluzioni da adottare contro il razzismo.

Gravina sa che il tema è, purtroppo, sempre più attuale anche in ambito internazionale e garantisce che la lotta al fenomeno sarà serrata. SkySport riporta:

“Quello che è avvenuto a Sofia è purtroppo la dimostrazione che è un fenomeno diffuso e che solo fino a qualche settimana fa tutti, in Italia, gridavano allo scandalo, come se l’Italia fosse il paese di massima concentrazione della discriminazione razziale. E’ un fenomeno diffuso, ignobile, da condannare con grande durezza e diffuso in tutto il continente. Dobbiamo dunque riunire tutte le energie perché ci sia una reazione della politica sportiva, ma anche delle autorità di governo”.

Anche Ceferin ha chiesto aiuto ai governi. C’è una richiesta che può fare la FIGC?

“La nostra richiesta l’abbiamo già fatta- spiega Gravina- quella di massima collaborazione con il Viminale. Abbiamo chiesto al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, un’attenzione verso un nuovo protocollo che prevede un rapporto di collaborazione con il Ministero dell’Interno. Abbiamo individuato due-tre aree di intervento, una legata all’educazione e alla formazione che richiede dei tempi medio-lunghi. Poi abbiamo previsto delle norme molto severe con sanzioni altrettanto severe, ma abbiamo anche imposto con un chiarimento, quello famoso dell’articolo 7 del nostro codice di giustizia sportiva, che abbiamo approvato nell’ultimo Consiglio Federale, l’introduzione della cosiddetta 231 all’interno del mondo del calcio per disciplinare meglio la responsabilità oggettiva. Quindi le società, da oggi in poi, sono parti attive per combattere qualsiasi fenomeno legato alla violenza, alla discriminazione sia territoriale che razziale. Quindi il ricorso alla tecnologia e per fare questo lo dobbiamo fare, sì migliorando l’aspetto tecnologico, ma lo possiamo fare solo con l’aiuto delle forze dell’ordine e quindi con l’aiuto del Ministero dell’Interno.

Noi possiamo vincere la battaglia se siamo tutti uniti e concentrati su un obiettivo comune, quello di allontanare questi soggetti dalle nostre competizioni”, spiega con fermezza Gravina. “Quando abbiamo introdotto il concetto della responsabilità oggettiva che si trasforma e responsabilizza le società attraverso esimenti e attenuanti, lo abbiamo fatto perché le società hanno, a mio avvio, la tecnologia a disposizione per individuare i responsabili. Manca ora il tassello del rappresentante dell’ordine pubblico all’interno dello stadio. 

Ma c’è un altro passaggio: se questo non avviene durante la gara, lo possiamo fare anche dopo. A me non interessa la quantità dei cori, ma il principio. Non mi interessa se il coro sia chiaro o meno. Per il solo fatto che sia fatto da uno, due o dieci soggetti, bisogna intervenire. Anche uno solo, deve essere perseguito. Le società oggi possono individuare i responsabili attraverso la tecnologia: abbiamo in mente una sperimentazione che sicuramente darà grandi risultati e ne riparleremo a breve. Una cosa è certa io non ho alcuna intenzione- e così il mondo del calcio- di abbassare la guardia. Mi stupisce che alcuni cori a volte vengano percepiti, altre volte no: bisogna capirne le ragioni, tutto questo non è normale. Per questo – chiude Gravina – adotteremo il sistema VAR contro i buu”. 

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Mario Scala

About Mario Scala

Sono nato a San Giorgio a Cremano(NA) il 19/11/1983. Ho frequentato l'ITIS Alessandro Volta e nel 2002 diventato perito informatico. Nel 2006 ho conseguito la laurea breve in "Scienze organizzative e gestionali ad indirizzo marittimo e navale". Risiedo attualmente in provincia di Massa Carrara. Fino a che avrò 36°C in corpo FORZA NAPOLI.

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