Il presidente della FIGC Gravina assente per la consegna della coppa al Napoli
Il comunicato emesso dalla FIGC è secco e lapidario: “Il presidente Gravina non sarà presente al Maradona per la consegna del trofeo”. Nessuna motivazione viene addotta creando malumore e malcontento nonché illazioni circa le presunte motivazioni di tale grave assenza. Si legge e rilegge la nota, si resta in attesa di una integrazione che faccia chiarezza, anche a distanza di giorni, ma nulla è dato sapere.
Il calcio è sport popolare, animato da forti sentimenti e passione, il calcio è malattia, e queste sensazioni contrastanti e forti tengono accesa la fiammella e la speranza che questo ambiente, almeno in parte, si ripulisca da figure e comportamenti quanto meno ambigui.
In particolare, nelle ultime stagioni, la credibilità del mondo del pallone è andata sempre maggiormente sgretolandosi. Tutti ricordano che ci è stato comunicato, dopo anni, che gli audio tra VAR e direttore di gara durante Inter-Juventus dell’aprile del 2018, sono andati smarriti. Inoltre non è consentito comunque ascoltare le considerazioni che vengono espresse tra gli arbitri quando c’è un check. I dialoghi sono secretati. Non c’è alcun tipo di trasparenza e, quando le decisioni che vengono prese sono dubbie, se non addirittura senza riscontro regolamentare (si pensi alla mancata ammonizione di Leao dopo che lo stesso aveva deliberatamente distrutto la bandierina del calcio d’angolo) tutto l’ambiente ne esce screditato.
Il pensiero, non necessariamente dei malpensanti (o comunque non solo), è corso subito a “motivi altri”. È difficile omettere di pensare che il presidente Gravina non abbia premiato il Napoli onde evitare una fragorosa contestazione a seguito della sola multa pecuniaria comminata alla Juve in relazione allo scandalo sugli stipendi.
Senza entrare nel merito della sentenza, che appare davvero blanda e inadeguata, tutti questi aloni di mistero rafforzano la poca credibilità che si espande a macchia d’olio.
Fonte foto www.flickr.com
Mario Artiaco

