Italia, dall’inferno al paradiso. Una rinascita targata Roberto Mancini

   

Italia, Mancini guida la rinascita del movimento calcio

Era il 13 novembre 2017 quando l’Italia, con l’allora ct Ventura, mancava clamorosamente la qualificazione ai mondiali. A San Siro, in uno stadio strapieno, la Svezia ebbe la meglio sugli azzurri. I giorni che seguirono quella clamorosa eliminazione furono roventi, con Ventura che finì sul banco degli imputati per alcune scelte che fecero discutere per mesi. Il video di Daniele De Rossi che chiedeva di far entrare Insigne al suo posto, che a suo dire sarebbe stato più utile. Finì con la festa della Svezia.

L’inizio dell’era Mancini

Il 14 maggio del 2018 Roberto Mancini venne ufficializzato come nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, iniziando così il nuovo corso azzurro. All’ex tecnico dell’Inter venne affidato il compito di ricostruire una naizonale, ferita dalla mancata qualificazione ai mondiali. Il “Mancio” passo dopo passo ha saputo ricostruire dalle macerie, attraverso convocazioni tal volte discusse ma che poi si sono rivelate indovinate. Poco prima dell’inizio dell’Europeo la FIGC ha rinnovato la fiducia al tecnico, rinnovando il suo contratto per altri 5 anni. Il ct ha portato una nuova ventata all’interno dell’ambiente azzurro, anche nel gioco. Non è più la solita Nazionale che bada prima a non prenderle, ma propone gioco attraverso un pressing alto finalizzato al recupero palla.

L’Europeo che sancisce la rinascita

Fin dalla prima gara della competizione, la nazionale azzurra dimostra che quella serata con la Svezia è solo un lontano ricordo. Mancini ha creato un gruppo solido, che tanto somiglia a quello che nel 2006 vinse il Mondiale Anche la scelta tattica del 4-3-3, permette agli azzurri di esprimersi al meglio. Squadra aggressiva e compatta, pronta a verticalizzare sugli attaccanti. Automatismi che sembrano da club e non da nazionale, dando merito a Mancini che è riuscito a trasformare la mentalità dei suoi ragazzi.  Prima la Turchia e poi la Svizzera cadono sotto il colpi dei ragazzi di Mancini, che poi battono anche il Galles. Nella fase finale si soffre contro l’Austria, fino alla vittoria finale ai supplementari. Poi Belgio e Spagna, che dopo una grande sofferenza, vedono l’Italia trionfare e volare in finale. In un Wembley che trasuda passione, gli azzurri la spuntano nuovamente ai rigori grazie anche a Donnarumma.

Mancini sul tetto d’Europa

Mancini in questa avventura ha deciso di circondarsi di amici, oltre che di validi collaboratori. Dopo Oriali, Lombardo, Salsano e Nuciari, il tecnico sceglie Gianluca Vialli, suo grande amico e compagno di grandi vittorie nella Sampdoria dei miracoli. Insieme hanno creato un grande gruppo, solido, fatto di ragazzi pronti ad aiutarsi e sostenersi. Il giusto mix tra giovani e vecchia guardia, tra chi gioca in top club e quelli di seconda fascia. La vittoria dell’Europeo è un segnale che finalmente qualcosa nel nostro Paese sta cambiando, Nazionale ha ridato dignità a tutto il movimento calcio italiano. Un team, che dopo la mancata partecipazione al mondiale di Russia del 2018, sembrava ormai finita. L’Italia ha dimostrato a tutto il mondo di non essere più quella squadra “catenacciara”, ma di aver iniziato un nuovo corso. Un calcio fatto di aggressività, compattezza, qualità, fraseggi e profondità. Questa vittoria può essere l’inizio del nuovo corso italiano guidato da Roberto Mancini, lontano dai vecchi stereotipi con il quale da sempre si giudica il calcio nostrano.

Elio Di Napoli

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