Napoli in caduta libera: il paradosso è la classifica che tiene ancora in corsa gli azzurri per un posto Champions ed il sogno Scudetto.
E’ partita la corsa Champions: definiti gli attori, meno le posizioni che cambiano di giornata in giornata, in virtù di un campionato equilibrato come non accadeva da molti anni.
Inter e Milan si contendono un primo posto al ribasso – causa i tanti passi falsi – la Roma pur non convincendo è poco lontana, poi ci sono Atalanta e Lazio, ma risale prepotentemente la Juventus che punta al decimo scudetto consecutivo.
Il Napoli si ritrova su questo treno di lusso nonostante abbia gettato al vento occasioni su occasioni per irrompere nella lotta scudetto. Ultima in senso cronologico, la disfatta di Verona. I motivi sono i soliti: squadra senza mordente, allenatore nel pallone, che una volta se la prende coi suoi giocatori, e l’altra coi giornalisti, ma non riesce ad ammettere che forse a livelli così alti, ha ancora qualcosa da imparare. Qui si amplificano le dolenti note: la società snella voluta da De Laurentiis scricchiola. Possibile non ci sia spazio nell’organigramma azzurro per una figura che sia da collante tra squadra e società?
Se si guarda all’area tecnica poi, e si prende in esame il lavoro di Giuntoli, non si può non notare che i calciatori presi sotto la sua gestione, sono i Machach, gli Ounas, i Lobotka, che sono utili al massimo per qualche plusvalenza, ma non hanno contribuito ad innalzare il livello della squadra che vive ancora di rendita dal mercato fatto con Benitez.
Proprio Rafa, questa pazza idea, questo inaspettato ritorno, sarebbe l’idea di ADL per rimpiazzare Gattuso che allena da oltre un anno un Napoli che ha perso stimoli e concentrazione. Il buon Rino ne ha per tutti, ma ha perso un terzo delle partite giocate, e non è riuscito ad imporsi nel gioco con squadre come il Torino, il Benevento, lo Spezia, l’Udinese, e altre dello stesso livello.
Tante macerie insomma, che potrebbero portare ad una revisione al ribasso del progetto Napoli. Le note positive sono poche, pochissime, forse una: la classifica corta. Allora che si faccia presto, che si decida in fretta, che si metta alla guida di questa nave in tempesta, un comandante navigato, o che quello che c’è ora si liberi dalle catene con cui lui stesso si è imprigionato in una penosa mestizia, trasparsa dalle parole dell’ultima conferenza stampa: “La squadra non ha rispettato il piano gara”. Non è la prima volta aggiungiamo. Mediti Gattuso, mediti ADL, ed intanto i tifosi, aggrappati solo alla classifica corta, ingoiano tanto veleno, di quello buono, che al supermercato proprio non si riesce a trovare.
Barbara Marino
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