Osimhen, e il sorriso perduto. Contraddistinto dalla sua vivace brillantezza. Dov’è finito quel luccichio?
Osimhen, 22 anni, sorriso stampato in volto e tanta grinta. La voglia di spaccare la rete e arrivare in vetta. Ecco, questo l’inizio di un campionato roseo, ormai divenuto oscuro e complicato. Gli si incolpa di avere poca continuità in campo, nonostante i due mesi e mezzo di assenza, le aspettative sul nigeriano rimangono altissime.
Contro il Verona è apparso spazientito e polemico, l’atteggiamento che ha lasciato tutti perplessi . Sicuramente, era logico che non potesse essere già in forma, ma la percezione è come se avesse smarrito il solito entusiasmo che lo caratterizza.
Può questa essere un’avvisaglia dell’aria cattiva che si respira all’interno dello spogliatoio azzurro? Questo cammino azzurro passa dalla fantasia alla ragione, che corrompendosi, ricade in basso, nello stato selvaggio.
Non aiuta il calendario, che con partite infrasettimanali e nel week-end, non consentono di allenarsi a dovere, possono diventare un’arma a doppio taglio. Una vittoria può aiutare a rialzarti e ritrovare la grinta e la fiducia persa, ma una sconfitta ti riporta inesorabilmente verso il basso.
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