Quel gol di Corradini che anticipò il secondo scudetto

La partita che portò il secondo scudetto al Napoli fu quella indimenticabile del 22 aprile 1990 in cui il Napoli sconfisse il Bologna 4 a 2 allo Stadio Renato Dall’Ara (ne abbiamo parlato qui e qui). La partita che racconteremo in questo articolo, invece, era solo la quinta giornata della stagione 1989/1990. Era il 17 settembre e il Napoli ospitava la Fiorentina di Roberto Baggio.

Diciamolo subito: lo scudetto del 1989/1990 non fu una cavalcata entusiasmante come quella del 1986/1987. C’erano tante cose che sembravano andare male. Tanto per cominciare il rapporto tra la società (anche una parte della tifoseria) e Maradona non erano più quelli di una volta. Addirittura il Campionato precedente si era concluso con i fischi di una parte consistente del pubblico a Maradona nella 33° partita di campionato (quello fu il primo campionato a 18 squadre stravinto dall’Inter di Matthaus). Napoli e Pisa pareggiarono 0 0, e Maradona venne sostituito al 15′, a causa di uno stiramento, da Francesco Romano. I fischi erano forse motivati dal desiderio espresso da Maradona di essere ceduto, che credeva ormai concluso il suo ciclo nel Napoli. Eppure, un mese prima il Napoli aveva vinto la Coppa Uefa e aveva già vinto la finale di andata della Coppa Italia contro la Sampdoria 1 0 al San Paolo (ricordiamo, però, che nella gara di ritorno disputata a Cremona la Sampdoria avrebbe vinto 4 0).

Fu una estate rovente. Maradona era impegnato  con la Copa América e si era lasciato andare a qualche affermazione che lasciava in dubbio il suo ritorno a Napoli, essendoci stato un contatto molto significativo con Bernard Tapie che lo voleva all’Olympique Marsiglia.

Il Campionato 1989/1990 cominciava non promettendo niente di buono. Il nuovo tecnico del Napoli Albertino Bigon (stella del Milan degli anni 70) non poté schierare i sudamericani Maradona, Careca e Alemao per le prime tre giornate (che avevano cominciato tardi le vacanze estive a causa della Copa América). La maglia numero 10 venne indossata da Massimo Mauro (che fino a quel momento aveva avuto l’onore di giocare in squadra con Zico e Platini; quell’anno avrebbe avuto anche l’onore di giocare insieme a Maradona). L’assenza dei giocatori stranieri permise al giovane Gianfranco Zola di debuttare in Serie A.

Con tutte queste difficoltà, il Napoli composto da soli giocatori italiani, inanellò tre risultati positivi: Ascoli Napoli 0 1 (Crippa), Napoli Udinese 1 0 (Renica) e Cesena Napoli 0 0. Alla quarta partita di Campionato rientrarono Careca e Alemao, ma non Maradona. Il Napoli vinse a Verona per 2 1 (Mauro e Careca su rigore). Dopo quattro partite di Campionato senza Maradona, la classifica era: Juventus e Napoli 7 punti, Milan e Roma 6 punti.
Probabilmente nessuno si aspettava di cominciare il Campionato in maniera così positiva.
Nella quinta giornata si affrontarono Bari Roma 1 2, Genoa Milan 1 1, Inter Juventus 2 1. Il Napoli delle quattro squadre di testa era l’unica a disputare la partita in casa. Avrebbe potuto approfittare della situazione per portarsi da sola in testa e, chissà, così avrebbe convinto Maradona a rimanere a Napoli con entusiasmo.

Il Napoli come detto affrontava la Fiorentina. Maradona partì dalla panchina. In una intervista negli spogliatoi ad opera di Italo Kuhne, emerse un Maradona svogliato, che si diceva non particolarmente emozionato di tornare al San Paolo. Il primo tempo cominciò come peggio non poteva. L’unica vera stella in campo fu Roberto Baggio, che realizzò un meraviglioso gol al 22′ dribblando nell’ordine Renica, Corradini e Giuliani. Nove minuti più tardi al 31′ dopo un atterramento di Baggio ad opera di Renica, la Fiorentina andò sul 2 0. Prima della fine del primo tempo la Fiorentina sfiorò di pochi centimetri il gol del 3 0 con Di Chiara.

Nel secondo tempo per fortuna rientrò in campo Maradona (al posto di Mauro) acclamato dalla folla. I fischi del maggio precedente erano solo un lontano ricordo. I tifosi del Napoli temevano di perdere Maradona. Allora sì che la magia sarebbe finita.
Fu subito un Napoli diverso. Entrò in campo con molta più enrgia e la Fiorentina lentamente si dissolse. Passarono solo due minuti del secondo tempo e il Napoli ebbe una importante occasione: fallo di mano di Dell’Oglio e Maradona appena entrato in campo era già sul dischetto. Forse Diego era troppo freddo, senza aver effettuato un riscaldamento come si deve, fatto sta che il portiere viola Landucci parò il rigore! Ascoltavo quella partita alla radio e ricordo che dopo il rigore sbagliato di Maradona pensai che questa sarebbe stata una stagione molto difficile! Invece, non avevo capito niente. Quella partita era l’anticipazione di come sarebbe stato il resto della stagione, passato attravervo molte critiche, tante difficoltà, ma conclusa con la vittoria del secondo scudetto.

Il tempo passava. Il Napoli doveva assolutamente segnare entro i primi 15 minuti del secondo tempo se voleva riprendere la partita, ma nulla accadde. Al 61′ un cross di Renica fu deviato da Pioli e il Napoli si trovò improvvisamente sul 1 2. Renica colpì male la palla a causa di uno stiramento, tanto che fu costretto a lasciare il posto in campo a Francini. Al 76′ su uno svarione della difesa Fiorentina Careca riuscì ad acciuffare il 2 2.
Le cose si erano sistemate e il Napoli era tornato in testa alla classifica, insieme alla Roma. A questo punto, però, l’occasione era ghiotta: la Fiorentina dominatrice del primo tempo era scomparsa e il pubblico premeva perché arrivasse anche il terzo gol.
Il terzo gol arrivò sul finale, all’87′: calcio d’angolo battuto da Maradona che appoggiò su De Napoli. La palla tornò ancora a Maradona che dalla sinistra mise al centro, dove uno splendido Corradini in tuffo segnò il gol del 3 2. Fu un trionfo. Il Napoli era passato dalla tragedia fino ad ottenere il primo posto in solitaria con 9 punti. Seguivano Roma 8, Inter, Milan e Juventus 7.

Quella domenica, grazie al rientro di Maradona e al gol in tuffo di Giancarlo Corradini, capimmo che forse quella stagione e la storia di Maradona con il Napoli aveva ancora qualcosa da raccontare.

La settimana successiva il Napoli riagguantò ancora una volta una partita in extremis che sembrava perduta contro la Cremonese (poi retrocessa in Serie B). Al gol di Dezotti rispose Maradona all’83’. Il Napoli fu raggiunto al primo posto in classifica dalla Roma a 10 punti. Poi, venne il 1 ottobre del 1989 e il Napoli ospitava il Milan (quel 2 3 che costò lo scudetto del 1988 continuava a bruciare). Il Napoli, però non solo si impose per 3 0 (2 gol Carnevale e Maradona), ma ritrovò il primo posto in classifica a 12 punti, seguita da Inter 11 e Roma, Juventus e Sampdoria 10. Il Milan che sarebbe stata la rivale per tutto il resto del Campionato aveva racimolato in sette partite solo 8 punti (ovviamente allora la vittoria valeva due punti). Me lo ricordo bene quel 1 ottobre 1989, anche perché quel giorno compii 18 anni! Che meraviglioso regalo mi aveva fatto il Napoli.

Voglio chiudere l’articolo ricordando anche un secondo gol di Corradini nello stesso campionato, forse ancora più incredibile: era la 19° gara (la seconda di ritorno). Era Domenica 14 gennaio del 1990 e il Napoli capolista affrontava la trasferta a Udine. Anche quella partita si mise subito male, al 3′ De Vitis portò subito in vantaggio l’Udinese. Poco male si pensava, l’Udinese che navigava nella zona retrocessione si spegnerà presto e il Napoli risorgerà dalle ceneri come aveva già fatto tante volte. Quella volta, però, sembrava non accadere niente, anzi sul finale di gara l’Udinese raddoppiò all’ 86′ con Mattei. “Questa volta non c’è più nulla da fare” pensammo tutti. Passarono due minuti e il Napoli accorciò su rigore con Maradona. “Vuoi vedere che…” Al 90′, infatti, cross di Maradona, colpo di testa di Zola (che sicuramente non aveva nella elevazione la sua dote più spiccata), Abate respinse e Corradini fi il più rapido a ribattere il pallone in rete. Secondo gol di Corradini e seconda epica rimonta del Napoli. Quel pareggio consentì al Napoli di rimanere da solo al primo posto con 28 punti, seguito da Inter 27 e Sampdoria e Milan 26.

In sei anni di carriera con la maglia azzurra Giancarlo Corradini non segnò mai più. Quelli sono i due soli gol di Corradini con il Napoli, ma quei due gol valgono una carriera e per il Napoli valsero il secondo scudetto (molto più della famosa monetina di Bergamo che colpì Alemao e che portò al Napoli il 2 0 a tavolino).

Amedeo Gargiulo

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Amedeo Gargiulo

Laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel 1997. Seconda Laurea in Storia all'Alma Mater di Bologna nel 2012. È insegnante di Lingua e Letteratura Italiana nella Scuola secondaria di secondo grado dal 2007. È giornalista pubblicista dal 2017. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo storico: "Κύμη (Cuma)" Azeta Fastpress. Si occupa di due rubriche sulla storia del Calcio: "Tasselli di storia napoletana" per Forzazzurri.net e "SINE QUA NON, siamo qui noi" per 1000CuoriRossoblu. È Presidente della Associazione Culturale Enciclomedia ODV.

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