Trasportato dall’ euforia calcistica di ieri sera, che ha visto il Napoli vincere la sua sesta Coppa Italia allo Stadio Olimpico di Roma, ho voluto amplificare la gioia andando a recuperare tutte le vittorie del Napoli nella seconda manifestazione, per importanza, del calcio italiano.

Le sei vittorie sono quelle degli anni 1961/1962, 1975/1976, 1986/1987, 2011/2012, 2013/2014 e 2019/2020. Vale la pena di ricordare che il Napoli è stato finalista in altre quattro occasioni. Le finali perse sono quelle degli anni 1971/1972 (Milan Napoli 2 0), 1977/1978 (Inter Napoli 2 1, con il Napoli che era andato in vantaggio con gol di Restelli), 1988/1989 (Napoli Sampdoria 1 0; Sampdoria Napoli 4 0, la partita di ritorno fu disputata a Cremona e il risultato fu davvero clamoroso soprattutto se si tiene conto che quello era il Napoli di Maradona e Careca che aveva vinto poco meno di un mese e mezzo prima la Coppa Uefa), 1996/1997 (Napoli Vicenza 1 0; Vicenza Napoli 3 0, ancora uno volta la gara di ritorno si rivelò fatale);

Ricordate le sconfitte per dovere di cronaca veniamo ora alle vittorie, tutte speciali per qualche motivo particolare:

La vittoria del 1961/1962 (l’abbiamo raccontata qui) è stata la prima e unica occasione che ha visto prevalere in Coppa Italia una squadra di Serie B (se si esclude la vittoria del Vado del 1922 nella prima edizione della Coppa Italia, prima che venisse istituita la Serie A nel 1929/1930).
Bisognerebbe fare una ulteriore precisazione, il Napoli di Pesaola disputò la finale del 21 giugno 1962 all’Olimpico di Roma, dopo aver ottenuto la promozione in Serie A all’ultima giornata della Serie B che si disputò il 3 giugno. Quella promozione fu favorita dal clamoroso crollo all’ultima giornata del Verona, sconfitto 4 1 sul campo del Messina e dalla sconfitta della Pro Patria a Cosenza per 2 1. Questi risultati favorirono la promozione del Napoli e del Modena, rispettivamente al secondo e al terzo posto. Dominatore del torneo era stato invece il Genoa.
In finale il Napoli sconfisse la Spal per 2 1, grazie a un gol di Ronzon a 12’ dalla fine della partita. Era il primo trofeo importante vinto dalla squadra partenopea.

La vittoria del 1975/1976 (l’abbiamo raccontata qui) vide il Napoli prevalere nei due gironi del primo e del secondo turno con una certa difficoltà. Allora le finaliste venivano scelte tra le vincitrici dei gironi del secondo turno. Il Napoli si sbarazzò della concorrenza di Fiorentina, Milan e Sampdoria, ma aveva dovuto faticare molto di più nel primo turno quando aveva superato la concorrenza del Cesena solo grazie alla differenza reti dovuto al 3 0 dell’ultima gara contro il Palermo.
In finale il Napoli che annoverava tra le proprie fila un giovane Bruscolotti, nonché Juliano e Savoldi ebbe facilmente la meglio del Verona. 4 0 fu il risultato finale, con doppietta dello stesso Savoldi.
Grazie a quella vittoria il Napoli fu ammesso per la prima volta nella sua storia nella edizione della Coppa delle Coppe del 1976/1977. Il Napoli giunse in semifinale e fu eliminato dai belgi dell’Anderlecht delle stelle Haan e Rensenbrink. Il risultato fu Napoli Anderlecht 1 0; Anderlecht Napoli 2 0, con un gol regolare annullato a Speggiorin al 2’, che se convalidato avrebbe portato il Napoli nella sua prima finale internazionale (escludendo la Coppa delle Alpi e la Coppa Italo-Inglese che avevano una importanza minore).

La vittoria del 1986/1987 fu quella della cavalcata trionfale. In quella competizione il Napoli vinse tutte le partite, in casa e in trasferta. Era il Napoli trionfale che aveva vinto lo Scudetto il 10 maggio 1987 nella festa del San Paolo nella partita Napoli Fiorentina 1 1. Un mese dopo affrontò l’Atalanta, che invece aveva terminato il campionato al penultimo posto, e come era avvenuto 11 anni prima non ci fu partita. I risultati furono Napoli Atalanta 3 0; Atalanta Napoli 0 1.
Il 1986/1987 resta l’anno più importante nella storia del Napoli che riuscì a realizzare l’accoppiata scudetto/coppa Italia. Un double di tutto rispetto.

La vittoria del 2011/2012 fu la prima vittoria dell’era De Laurentiis.
Il Napoli entrato nella competizione direttamente agli ottavi di finale si liberò prima del Cesena (2 1) e poi dell’Inter nei quarti (2 0). In semifinale dovette affrontare i bianconeri del Siena, perdendo anche la gara di andata per 2 1 (grazie a una autorete di Pesoli all’86’ il risultato si rivelò meno problematico di quanto avrebbe potuto essere sul 2 0 per il Siena). Nella gara di ritorno un’altra autorete (questa volta di Vergassola) e un gol di Cavani permisero al Napoli di vincere per 2 0 e di affrontare in finale gli altri e più temibili bianconeri della Juventus il 20 maggio 2012 all’Olimpico di Roma.
La finale fu decisa nel secondo tempo dopo un rigore di Cavani al 63’ (per un netto fallo del portiere Storari su Lavezzi) e un contropiede micidiale di Hamsik all’83’. Fu la prima vittoria dell’era De Laurentiis con allenatore Walter Mazzarri. Vale la pena ricordare che quella era anche la Juventus che nel 2011/2012 vinse il primo di una serie ancora ininterrotta di scudetti (2011/2012-2018/2019, otto scudetti di fila).
Come vincitrice della Coppa Italia il Napoli fu ammesso a giocare la finale di Supercoppa Italiana ancora contro la Juventus e che si disputò a Pechino l’11 agosto 2012. Fu una finale strana. Il Napoli due volte in vantaggio si vide sconfitto per 4 2 ai tempi supplementari, che però disputò in 9 (espulsi Pandev e Zuniga, nonché l’allenatore Walter Mazzarri).

La vittoria del 2013/2014 fu quella che vide la vittoria del Napoli sulla Fiorentina in finale per 3 1 (doppietta magistrale di Insigne e gol a tempo scaduto per Mertens; Vargas segnò l’unico gol per la Fiorentina). Purtroppo quella partita, disputata il 3 maggio 2014, porta con sé anche un tristissimo ricordo: il ferimento del tifoso del Napoli Ciro Esposito con un colpo di pistola, che sarebbe poi deceduto il 25 giugno.
Il Napoli era arrivato in finale ribaltando una semifinale di andata perduta proprio contro la Roma. 3 2 per la Roma il risultato dell’andata e 3 0 per il Napoli nella gara di ritorno.
Come due anni prima, in qualità di vincitrice della Coppa Italia il Napoli avrebbe disputato nella stagione successiva la Finale di Supercoppa Italiana ancora contro la Juventus (in tutte le tre finali di Supercoppa Italiana il Napoli ha sempre affrontato la Juventus, attualmente con un vantaggio di due vittorie per il Napoli e una per la Juventus). Nel 2014 la finale si disputò a Doha, in Qatar il 22 dicembre 2014 (tre giorni prima di Natale). Quella volta il Napoli prevalse ai calci di rigore (stesso esito della partita di ieri) per 6 a 5.
Le due vittorie della Coppa Italia del 2013/2014 e della Supercoppa Italiana del 2014 fanno di Rafa Benitez l’allenatore più vincente della recente storia del Napoli.

La vittoria del 2019/2020 è, invece, una notizia di cronaca. È la sesta coppa Italia, la terza dell’era De Laurentiis. Soprattutto è una grande gioia seguita alla tristezza della diffusione del virus covid-19, che ha trasformato la vita di milioni di italiani. È stata anche la prima vittoria di Rino Gattuso da allenatore, un allenatore che era subentrato a Carlo Ancelotti che ormai sembrava avesse totalmente perso il controllo della squadra, una squadra che del resto si era totalmente smarrita dopo la partita con il Salisburgo del 5 novembre 2019.
La stagione non è ancora finita. Il Napoli può entrare veramente nella storia se ad Agosto riuscirà a superare il Barcellona di Messi, raggiungendo per la prima volta i quarti di finale di Champions League.
Però, un passo alla volta. Godiamoci questo momento di gioia, considerando che in autunno il Napoli disputerà la sua quarta finale di Supercoppa Italiana.

Amedeo Gargiulo

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