L’incapacità dei vertici del mondo del pallone
Ormai l’emergenza del coronavirus colpisce gran parte dei Paesi Europei, con l’oms che ha dichiarato la pandemia. Ma come sta reagendo il mondo del calcio in tutto questo?
In tutta franchezza? Molto male. Sembra quasi che il pallone non sia colpito da questa emergenza, e vivano in una campana di vetro. La UEFA massima organizzazione europea del calcio resta ancora in silenzio, salvo decidere per alcuni match le porte chiuse. E’ più importante non perdere qualche milione più che salvaguardare la salute degli atleti, lasciando le federazioni di ogni singola Nazione decidere ognuno per conto suo e generando il caos totale. Calendari ingolfati, squadre che non sanno se dovranno scendere in campo e come farlo.
In Italia
Nel nostro Paese il caos è ancora più accentuato, con una Lega che fino a Lunedì non sapeva più cosa fare. L’emblema della disorganizzazione si è avuta domenica. In programma c’era Parma-Spal, si è deciso di giocare ma alle 12.20 si è assistito ad uno spettacolo indegno. Giocatori pronti a scendere in campo, e poi arriva lo stop. Forse non si gioca. Ma come? Fino alle 12.19 era tutto ok? E adesso? Tutti negli spogliatoi. Il caos è generato dalle voci di sciopero dell’AIC, che all’improvviso si sveglia e decide di non giocare dopo che per una settimana si era discusso si arriva all’ultimo minuto? Tra rinvii e polemiche alla fine si gioca. A cosa è servito questo spettacolo indegno? Ormai il nostro calcio è allo sbando totale, dove si fanno i giochi di potere. Poi il giorno dopo arriva il coni che decide di chiudere tutto, mentre FIGC e le varie leghe decideva ognuno per conto suo. Alla fine di quest’emergenza, ci dovrebbero essere azzeramenti totali per i vertici del calcio in Italia per manifestata incapacità decisionale. Ognuno ha cercato di mostrare a modo suo di avere potere, di poter alzare la voce e poter decidere cosa fare.
ADESSO COSA SUCCEDE?
Ancora non è dato saperlo, ufficialmente dovrebbe ripartire tutto il 3 Aprile ma onestamente sembra davvero difficile. Si rincorrono voci di come possa finire il campionato con le proposte più disparate. Tra titoli non assegnati, play-off e la cancellazione del campionato mantenendo le posizioni attuali in classifica. Immaginiamo cosa possa succedere se quest’ultima fosse la decisione, si scatenerebbero ricorsi ai tribunali. Ognuno rivendicherebbe il suo diritto di giocare per raggiungere il suo obbiettivo, tra retrocessioni e piazzamenti UEFA. I vari campionati non vedrebbero luce prima del 2021.
IN EUROPA
Come detto in precedenza la UEFA da tutta questa situazione ne esce malissimo. La decisione al momento è di non rimandare di un anno EURO 2020, che permetterebbe alle varie federazioni di avere nel caso il tempo di poter avere più spazio nei calendari. Non vengono toccate le gare di Champions salvo qualche match a porte chiuse. Mentre in Europa League c’è chi gioca e chi no.
Il Napoli
Ad oggi il club azzurro ancora non sa se scenderà in campo il 18 marzo a Barcellona, visto che il governo spagnolo ha bloccato tutti i voli che arrivano dall’Italia senza concedere deroghe ai club. La Roma non va a Siviglia e il Getafe non va a Milano, con l’Inter che ha messo tutti in quarantena. Il Napoli ad oggi continua ad allenarsi e a prepararsi per la partita che al momento è prevista a porte chiuse.
Possibile mai che in un mondo dove ci sono tanti interessi nessuno si prenda la responsabilità di decidere?
La salute prima di tutto…anzi no.
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