Cassa integrazione evento storico per il calcio. Il Napoli non cresce come struttura aziendale

Napoli Castel Volturno

Chiariello: il marketing del Napoli è 5° in Serie A, la bigliettazione è al 5° posto, ma ha una grande quota di diritti televisivi. E’ cresciuto nei risultati, nella considerazione, ma non nella struttura aziendale

A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione  in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti opinionisti e giornalisti per discutere delle decisioni da prendere per la ripresa del campionato dovuto al coronavirus, del Napoli che non cresce come struttura aziendale ed altro.

Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net:

Ramazzotti: “Le tre ipotesi per la Serie A: prima di tornare alla normalità ce ne vorrà di tempo”

Andrea Ramazzotti, Corriere dello Sport: “Ci sono due fazioni all’interno della Lega: riprendere a breve o a lungo e c’è anche chi pensa alla prossima stagione perché ritiene irrecuperabile questa. Il DPCM permetterebbe alle squadre di allenarsi dal 4 aprile, credo che la Federazione italiana medici con i presidenti di Lega ritengono che non ci si potrà allenare almeno fino a metà aprile. Oggi non ci sarà una decisione sui format dei campionati, né a breve, perché purtroppo non è il calcio che decide, ma il Ministero della Salute. Prima di tornare alla normalità ce ne vorrà di tempo”.

Iaria: “Il Napoli è una delle società messe meglio rispetto agli scenari funesti che attendono la Serie A”

Marco Iaria, Gazzetta dello Sport: “E’ una situazione fuori controllo in generale, a parte alcune isole felici. La Serie A è in profonda insofferenza, ma è innegabile che il Napoli sia una delle isole felici per i conti attuali di tutta la Lega. Ci sono solo 3 club in Serie A che non fanno debiti: Napoli, Cagliari e Torino, quindi se guardiamo il Napoli nel contesto Serie A possiamo dire senz’ombra di dubbio che è una delle società messe meglio rispetto agli scenari funesti. Il problema della Juve è la dicotomia tra il calcio locale e quello globale, i suoi competitor non sono all’interno della Serie A, ma altrove, quindi i loro numeri vanno inseriti nel contesto Europeo. In questi anni ha portato gli stipendi a quasi da podio europeo, compensando a questo squilibrio con grosse plusvalenze “.

Chiariello: “In questo momento d’emergenza bisogna ragionare con mentalità emergenziale, ha ragione Mina: l’importante è finire”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “In questi giorni si sta celebrando la grandissima Mina, 80 anni è una cifra importante per lei, la cantante più importante d’Italia in questo momento casca a pennello per il calcio italiano con la sua hit “L’importante è finire”. Perché è importante finire per evitare che il calcio vada in bancarotta. In questo momento d’emergenza bisogna ragionare con mentalità emergenziale, ha ragione Mina: l’importante è finire”.

Caiata: “Cassa integrazione evento storico per il calcio, ma giocare in un momento del genere mi sembra fuori luogo”

Salvatore Caiata, presidente Potenza: “Cassa integrazione? Un evento storico per il calcio, questo decreto Cura Italia estende a tutti i settori, la LegaPro sta attivamente interloquendo con il Parlamento e pare che ai giocatori di LegaPro tocchi la cassa integrazione in due scaglioni. E’ un piccolo aiuto, ma pur sempre un aiuto per i calciatori e le società. I medici sportivi sono tutti propensi a non giocare più, adesso si fa il gioco delle parti, un po’ di commedia, sappiamo che giocare ancora è molto difficile. Pensare di giocare in momento in cui muoiono ancora 700 persone al giorno, in cui il Paese è in ginocchio, mi sembra fuori luogo. La Serie C vive della tasca dei presidenti perché ogni anno ha circa 60-90 milioni di perdite, ma quest’anno i presidenti dovranno dare risorse alle proprie aziende. Dovremmo cercare in questo momento di riformare i campionati per renderli sostenibili”.

Pià: “E’ fondamentale che ognuno faccia la propria parte per fermare il contagio”

Ignacio Pià, ex Napoli: “Sono arrivato domenica dal Brasile, non avevo proprio idea di quello che stava accadendo qui a Bergamo. Dobbiamo fare tutto ciò che è necessario fare, il popolo italiano è intelligente e di cuore, questo è un momento per dimostrare di voler tornare in strada, ad essere felici, rispettate quindi per il momento le regole. Ognuno deve fare la propria parte, anche piccoli sacrifici”.

Chiariello: “Il Napoli non cresce come struttura aziendale: a lungo andare può diventare un nodo alla gola”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Sono usciti i bilanci 2018-19 e le analisi sono già partite. Il marketing del Napoli è 5° in Serie A, la bigliettazione è al 5° posto, ma ha una grande quota di diritti televisivi. E’ cresciuto nei risultati, nella considerazione, ma non nella struttura aziendale. A lungo può diventare un nodo alla gola così stringente da non consentire al Napoli la quota di successo finora raggiunta”.

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