Corbo: “I tifosi inseguono i nomi, qualcuno li avverta. Il mercato del Napoli si svolgerà così…”

 
 
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Corbo: “I tifosi inseguono i nomi, qualcuno li avverta. Il mercato del Napoli si svolgerà così…”

Antonio Corbo scrive sul mercato del Napoli nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’

“Leggo e sento parlare di James Rodriguez. Se davvero Ancelotti lo vuole, lo faccia acquistare. Se vi riesce. Se lo conosce. Se lo trova utile. Gli allenatori preferiscono alla fine i giocatori di una certa familiarità e quindi di buon comando. Temo che non verrà subito perché il Napoli vende prima di acquistare. Ma rischia di non venire neanche più in là perché perché è un giocatore di 27 anni, prossimo ai 28, che può essere impiegato da sottopunta. Come Mertens, Fabian Ruiz, Insigne, Zielinski…

Le esigenze del Napoli sono altrove. Più urgenti e concrete. Ma se i tifosi inseguono i nomi, qualcuno deve pure avvertirli. Al momento l’acquisto non è prevedibile. La campagna si svolge secondo ferrei criteri di logica e competenza […]

Corbo: “I tifosi inseguono i nomi, qualcuno li avverta. Il mercato del Napoli si svolgerà così…”

Ma ci volevano la Nazionale, il gol che ha segnato ai greci, la flemma creativa di Roberto Mancini per restituire al Napoli il miglior Insigne? Nella confusione degli ultimi mesi, tra delusioni evidenti e livori segreti, un raro talento italiano era finito sul mercato in attesa di offerte. Un pezzo da bancarella Insigne, possibile? Sabato sera a Atene è stato risolto il primo dei 4 equivoci che affliggono il Napoli a 26 giorni dal ritiro estivo.

Corbo: “I tifosi inseguono i nomi, qualcuno li avverta. Il mercato del Napoli si svolgerà così…”

1) Si rivaluta il ruolo di Insigne nel gioco e nella squadra. Che non sia un leader riconosciuto lo deve a se stesso. Insigne è sempre ruvido, turbato da ritrosie e vittimismi. I suoi migliori amici sono il brontolone Mario Rui ed il cupo Hysaj. Né è stata una grazia di San Sossio patrono di Frattamaggiore a donargli all’inizio di un lungo contratto appena rinnovato un procuratore come. Mino Raiola, ingombrante nelle trame. Sabato Insigne si sentiva finalmente realizzato. Parlava della Nazionale come della sua squadra, di Mancini come del suo allenatore. Qualche riflessione deve farla Ancelotti in vacanza oltre oceano: troppi test hanno rischiato di snaturare Insigne. Un destro che gioca bene a sinistra, ancora meglio quando gli fa da sponda alta Emerson Palmieri in Nazionale o il Ghoulam di tempo fa nel Napoli di Sarri.

Le sue doti sono: sterzata, finta e controfinta, assist per un taglio o tiro di interno destro a giro. Tutto chiaro, quindi? Ora il Napoli riceverà nuove offerte. Dalla Premier per soldi, dall’Inter o perfino dalla Juve di Sarri per uno scambio con Icardi o Dybala. Saranno Insigne, De Laurentiis e Ancelotti a decidere. Ma c’è un nuovo punto fermo: Insigne non è più l’enigmatico, svalutato e avvilito attaccante di poco tempo fa.

2) Sulla campagna c’è un altro equivoco. De Laurentiis avverte che deve vendere prima di acquistare. Nell’ambiente si pensa subito ad una strategia del risparmio, si teme che il Napoli non voglia investire. È vero invece che il Napoli solo se rinvia gli acquisti può evitare che siano deprezzati i giocatori in esubero. Ma sarebbe ancora più corretto anticipare le vendite agli investimenti per puntare su acquisti mirati. Esempio: finché c’è Insigne, come si fa a scegliere il tipo di attaccante: uno scattista minuto ed effervescente come Lozano o un bomber possente come Icardi o Zapata? Ecco perché è precoce parlare di acquisti. Va prima definito un quadro: con i posti vuoti da colmare.

3) Non convince la scelta di Giovanni Di Lorenzo, 26 anni ad agosto. Solo per i tempi, ovvio. Oggi è in corsa con Malcuit, ma troppo simile. Ha più fisicità e progressione, meno velocità. Nessuno dei due eccelle nella fase difensiva, né può sostituire Callejòn. Il terzo da cedere è invece Hysaj, buon difensore. Manca un difensore sinistro, un mediano forte anche nel contrasto se non si scommette
su Rog e Diawara, un attaccante ma la scelta è bloccata dal rebus Insigne.

4) L’interrogativo più delicato. Ancelotti ha capito che cosa è successo tra febbraio e aprile, quando.il Napoli è crollato? In 11 partite su 33 punti ne ha persi 17. È uscito da Coppa Italia e Europa League. Non si legge una parola sulla preparazione atletica né sui metodi, forse troppo morbidi. Ancelotti si gioca tutto quest’anno in una partita a tre. Sarri e Conte sono due tritacarne, lo sarà anche lui? Ferrea è l’intesa tra Davide Ancelotti, Francesco Mauri, il preparatore e l’influente Alessandro Nista responsabile dei portieri. Ma qualcosa cambia. Non ci sarà più il medico Alfonso De Nicola che si dedicherà con lo scienziato Antonio Giordano ad un centro sperimentale. Sulla condizione atletica e infortuni muscolari non ci sarà più l’equivoco. Almeno questo”.

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