De Laurentiis è diventato uomo di sistema, ripresa degli allenamenti ed altro a Radio Punto Nuovo

De Laurentiis Napoli

Chiariello: De Laurentiis per anni è stato un uomo solo contro tutti. Ferlaino era uomo di palazzo, consigliere federale e sapeva muovere il palazzo. Lo Scudetto del ’90 è anche figlia del palazzo che conta. De Laurentiis attuale è diventato uomo di sistema, parte integrante della Lega

A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione  in onda su Radio Punto Nuovo, sono  intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare degli effetti del coronavirus sul calcio, della ripresa degli allenamenti, di De Laurentiis, del Napoli e di altro.

Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net:

Ulivieri: “Non mi piace mettere sul piano delle contrapposizioni certi argomenti, ma adesso dobbiamo pensare ad aiutare i più deboli”

 Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori: “Ho fatto un discorso generale su quel comunicato della Lega. In un momento come questo c’è da guardare alle fasce più deboli, coloro che hanno stipendi normali anche all’interno delle società professionistiche. Come assoallenatori cercheremo di sostenere le fasce più deboli, ma credo debba essere un discorso generale.

Ho riportato ciò che dovrebbe essere il pensiero di tutti noi in una situazione come questa: cerchiamo di aiutare chi è in difficoltà. A me non piace mettere sul piano delle contrapposizioni certi argomenti, ho scritto una lettera garbata al Presidente della Lega appellandomi al suo senso di umanità, perché è quello a cui bisogna pensare adesso. Adesso, l’urgenza è dare una mano alle persone che sono in difficoltà, fuori ed all’interno del calcio.

Qualcuno si è rivolto a noi? Quelli più in difficoltà. D’altra parte l’ho spiegato, è un rapporto individuale con le società. Quelli più deboli che guadagnano per far campare la famiglia – a stento – ci hanno chiesto aiuto. Credo che non debba neanche andare sul tavolo di una trattativa questo discorso. Soglia limite per trattative? So quello che prendono dalle nostre parti, dai 250 ai 300 euro al mese gli istruttori delle scuole calcio.

Chi sarà nelle condizioni per entrare nel discorso dei 600 euro, può andare avanti per un mese. Poi dobbiamo vedere il discorso del mondo dilettantistico, che è ancora più grosso, perché ci sono società che si reggono su un presidente che si impegna, altri hanno tante difficoltà.

Come ne uscirà il calcio? La logica è quella del mercato e della concorrenza, si fanno concorrenza fra di loro per prendere un calciatore ed il costo aumenta. A me non garba tanto, credo ci debbano essere altri parametri. Questa logica che ha portato alla lievitazione dei costi, può essere anche rivista, ma dipende da coloro che hanno in mano le chiavi del mercato. Quando riapriranno le fabbriche, riaprirà anche il calcio. Rischiamo di navigare nel privilegio e potrebbe provocare disaffezione, ma comunque sarà il Governo a decidere, non Lotito ed i medici stabiliranno i tempi giusti”.

Piccioni: “Per la ripresa degli allenamenti saranno medici, scienziati e il Governo a darci una data”

Valerio Piccioni, Gazzetta dello Sport: “Ho il cuore spezzato e sono veramente provato. Donato Sabia era in qualche modo mio amico, è stato l’inizio della mia carriera da giornalista. Era un campione generoso, fantastico, aveva una falcata rotonda, elegante. Purtroppo una carriera fatta da tanti infortuni, ha sempre dovuto rinunciare ad Europei e Mondiali per la fragilità tendinea.

Ha allenato anche la Nazionale di Malta, perché da noi non ha avuto lo spazio che meritava. Fine tragica assistendo il padre, morto anche lui 15 giorni fa per questo grosso male. E’ una sfida dura, terribile, lui purtroppo non ce l’ha fatta. Ripresa degli allenamenti il 4 Maggio?  E’ un’incognita, il mondo dello sport è uno di quelli che fa i conti con la necessità di combattere l’emergenza giorno dopo giorno.

Dando per scontato che queste proroghe e chiusure al 13 aprile, saranno prorogate sicuramente fino al 3 maggio, potrebbe portare i calciatori a fare uno screening e poi giocare i 13 turni. E’ tutto da vedere, anche lo stato d’animo del Paese, se contribuirà a far trovare un po’ di fiducia in un momento drammatico. Attualmente è in corso una riunione della commissione scientifica della federcalcio, è ovvio che tutto va preso con le molle, con delicatezza. 

Ci sono due problemi distinti, che poi si intrecciano: va fatto uno screening meticoloso per garantire la tutela degli atleti, dividendo in due gruppi i positivi e coloro che non sono stati positivi. Poi gli allenamenti inizialmente dovranno essere fatti con determinate caratteristiche rispettando la distanza, lavorando in gruppi, ma poi si deve passare ad una fase successiva. Bisogna avere fiducia nei medici e scienziati ed alzare al massimo livello la tutela ed i controlli”.

Grassi: “E’ stato giusto chiudere, perché giocare a porte chiuse non ha senso. Si andrà verso una chiusura anche dei campionati europei”

Federico Grassi, presidente GeVi Napoli Basket: Ci hanno tolto il sogno promozione, questo è il danno maggiore. Sono interessi diversi rispetto all’A1, le Coppe Europee, ma i danni ci sono anche per noi.

Era una notizia che ci aspettavamo, non è un fulmine a ciel sereno. Procuratori e Federazione si stanno muovendo per capire in che modalità muoverci, sugli stipendi dovremmo pagare circa 70% di stipendio di allenatori e giocatori. E’ tutto un work in progress, bisogna vedere come si evolve la situazione. Andare in tribunale? Non ho sentito nessun collega, ma alla richiesta di quali intenzioni avessimo, noi insieme ad altri 8-9 presidenti ci siamo schierati a favore della chiusura del campionato.  

Il Torino vorrebbe comunque la promozione, perché in testa al nostro campionato. I danni ci sono, non sappiamo come muoverci per l’anno prossimo, mi auguro anche venga fatto un discorso sulle tasse. So che qualche società è già in difficoltà, è un argomento abbastanza scottante. Basket europeo chiude? Credo di sì. Il Belgio ha chiuso 3 settimane fa, qualcuno ha già adottato questa decisione.

Credo che con la pandemia che c’è in questo momento, non penso si possa riniziare. In questo momento l’A1 ha dei parametri troppo alti per com’è la situazione in Italia, in quest’anno e mezzo ci ho messo tanto a ridare una credibilità al Napoli, in 8 anni con 6 fallimenti. Vogliamo il meglio per la città, ma ci devono essere presupposti favorevoli per salire in A1, altrimenti va bene l’A2 e risalire dal campo.

Il calcio è una delle industrie più importanti in Italia, è giusto poter ricominciare. E’ triste vedere partite senza tifosi, per me sarebbe un campionato falsato. Pubblico a settembre? Me lo auguro, un inizio di stagione a porte chiuse non sarebbe plausibile. Spero che in Italia la pandemia vada a scemare e che a Settembre/Ottobre si possa ragionare”.

Chiariello: “Perché le fabbriche possono riaprire ed gli atleti non possono tornare ad allenarsi?”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Non voglio soffermarmi sulla svolta della FIFA che ha impresso Infantino, dando l’ufficialità al prolungamento dei contratti oltre giugno. C’è una volontà comune: tornare in campo.

In Germania potrebbe tornarsi a giocare il 9 Maggio, ma al di là di ciò, questo è il punto saliente. Oggi Barbano sul Corriere dello Sport si rivolge al Ministro Spadafora: che senso ha negare ai calciatori di allenarsi, in condizioni di sicurezza, per prepararsi a giocare a porte chiuse, quando si potrà? Conosciamo la risposta a queste domande: il calcio non è tra le attività strettamente essenziali. Però, del calcio il Paese potrebbe avere bisogno, soprattutto in quella fatidica fase due, che a Roma si studia e al Nord è già iniziata”.

Vulpis: “De Laurentiis ed altri non si sono decurtati gli stipendi. Qui si capisce chi tiene ai propri dipendenti e chi meno”

 Marcel Vulpis, direttore Sport Economy: “Tutti cercheranno di contenere i costi, in una fase d’emergenza come questa è giusto tener a bada i propri conti. Chi va a finire in cassa integrazione, ha l’80% sul lordo, il beneficio dell’imprenditore è che paga lo Stato. In questo modo De Laurentiis, come altri, possono respirare un po’ per 5 settimane, si sta muovendo come tanti altri imprenditori.

Al momento – non so se sono uscite notizie in merito – non credo che De Laurentiis o altri dirigenti si siano autotassati, cioè decurtati lo stipendio. D’altra parte c’è chi sta ancora pagando i fornitori, nonostante la sospensione della prestazione. Qui si vede chi ci tiene ai propri dipendenti e chi meno”.

Cané: “Mi fu fatta una vigliaccata. Ci sono rimasto male per Gallo e Moxedano”

Faustino Cané, ex Napoli: “94-95? Per rispetto a Napoli non ho mai toccato quest’argomento. Ero l’allenatore della Primavera, non ho mai evidenziato questa cosa per rispetto di tifosi, società e città. Mi fu fatta una vigliaccata incredibile, ma da persona per bene sono andato avanti. Adesso con i miei 80 anni mi godo i miei nipoti e la mia famiglia, è un momento no: vivo in Italia e in Brasile ho ancora parenti. Se non ci fossero interessi, potere, forse non saremmo stati in questa condizione.

Ellenio Gallo? Eravamo molto amici, mi ha fatto del bene e mi ha aiutato con problemi di tasse. Ho avuto anche altri problemi quando con un’altra vigliaccata mi hanno trasferito al Bari e lui mi ha aiutato. Se non fosse per lui non avrei fatto un altro paio d’anni come allenatore della Primavera. Boskov? Non ha mai fatto una scappata a Marianella a vedere una partita della Primavera. Ci sono rimasto malissimo perché non sono stato contattato da Luigi Gallo e Moxedano”.

Chiariello: “De Laurentiis attuale è diventato uomo di sistema, mettere in cassa integrazione i dipendenti non è un bel gesto”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “De Laurentiis per anni è stato un uomo solo contro tutti. Ferlaino era uomo di palazzo, consigliere federale e sapeva muovere il palazzo, ripeto sempre che lo Scudetto del ’90 è anche figlia del palazzo che conta.

De Laurentiis attuale è diventato uomo di sistema, parte integrante della Lega, uomo guida che ha minacciato di non firmare l’ultimo documento, ma com’è nella sua natura è diventato un falco confindustriale.

In quanto tale i comportamenti di De Laurentiis sono gli stessi all’interno del Napoli: sfrutta il fatto che ha due mesi di tempo per pagare il mese di Marzo e non lo paga e fa bene. I calciatori sono ricchi, hanno i soldi, se non prendono lo stipendio per due mesi, non accade nulla. Mettere in cassa integrazione i dipendenti non è un bel gesto, in questo momento bisogna trovare un accordo”.

De Laurentiis Napoli

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