Pubblicato il: 28 Ottobre 2020 alle 10:57 am

Dpcm – Ecco quali sono le categorie colpite dalle misure anticovid

Con il dpcm del 24 ottobre lo sport e il calcio hanno ulteriori restrizioni. La testimonianza di mister Sangiovanni: “sospendere i campionati è una cosa inutile”

In Italia si ferma il calcio dilettantistico. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge del 25 marzo 2020, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha decretato con il dpcm del 24 ottobre 2020 altre misure per la prevenzione della diffusione dei Covd-19 in riferimento al mondo sportivo e, in particolare, calcistico che andiamo ad analizzare:

Attività Sportiva.

Si può andare a correre. Il punto d del dpcm decreta che è consentito: “svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di un metro per ogni altra attività”.

Palestra e Piscina

Stop a palestre e piscine. Se il dpcm del 18 ottobre aveva lasciato aperte le palestre e piscine, nel decreto ministeriale del 24 ottobre vengono sospese tali attività, ma sono consentite solo quelle che mantengono il rispetto delle norme sul distanziamento sociale e senza alcun assembramento “in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI)”.

Lo sport di contatto

 Ulteriori divieti per gli sport di contatto. Le misure di prevenzione riguardano soprattutto gli sport di contatto che vengono sospesi, sia nel pubblico e sia nel privato, in relazione alle “attivita sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico- amatoriale.

Il calcio 

Dietro front nel mondo del calcio. Il decreto ministeriale del 24 ottobre alla lettera e ha stabilito che “sono consentite soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal CONI, da CIP, e dalle rispettive federazioni nazionali...”.

La nuova stretta del Governo ha colpito alcune categorie calcistiche, facendo proseguire solamente gli eventi di carattere nazionale come la Serie A (maschile e femminile), la Serie B (maschile e femminile), la Serie C (maschile) e la Serie D (maschile). Per le categorie inferiori (Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria) arriva lo stop fino al 24 novembre, aspettando un chiarimento sulla Coppa Italia di Eccellenza da parte della FIGC.

Un ulteriore punto su cui sembra essere fatto un passo indietro è l’apertura al pubblico per le manifestazioni sportive (disciplinata dal dpcm del 18 ottobre), mancando una precisa citazione, viene regolamentata in tali termini: “all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali […] le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse.”

Infine, il dpcm ha stabilito le condizioni attraverso le quali possono essere svolte in modo regolare le competizioni sportive, accettando implicitamente il protocollo attuato dalla maggior parte delle federazioni “al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e), che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all’articolo 5, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell’articolo 7. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività”.

La voce dei protagonisti

Si ferma la Seconda Categoria. In questa situazione in cui i Dpcm hanno regolamentato ogni aspetto sportivo di ogni attività, anche il calcio dilettantistico è stato oggetto di diversi mutamenti e adattamenti alle misure di prevenzione al Covid-19.

In merito a questo tipo di situazione siamo andati a intervistare un volto già noto Mister Sangiovanni dell’Atletico Portici (Seconda Categoria) che permette ai lettori di Forzazzurri di conoscere meglio le condizioni e il punto di vista di tale situazione:

Con il DPCM del 24 Ottobre 2020, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha stabilito di sospendere gli eventi e le competizioni sportive di squadra, non facendo partire definitivamente il campionato di Seconda Categoria, Cosa ne pensa al riguardo? Quali sono le conseguenze per l’Atletico Portici?

Premesso che la salute deve essere la priorità su tutto, io credo sinceramente che sospendere i campionati sia una cosa inutile in quanto non penso che i ragazzi si incontrino solo per giocare una partita di calcio. Il contagio era prevedibile già da mesi e non si è fatto.  Adesso ti faccio una previsione veloce, a decreto fatto entro un mese improvvisamente si abbasseranno i positivi in corrispondenza del periodo natalizio e poi a gennaio aumenteranno e ci richiuderanno. Le conseguenze per noi non sono molto buone e ho dovuto nelle due settimane precedenti pensare più a tranquillizzare i ragazzi che agli allenamenti stessi. In questi giorni ci incontreremo e dovrò parlare di questa situazione. Noi abbiamo applicato un rigoroso regolamento: misuriamo le temperature (a 37 vanno a casa); sanifichiamo gli spogliatoi a spese nostre; ci alleniamo mantenendo il più possibile le distanze, e ovviamente giocando a calcio e non a Ping pong risulta molto difficile; tutto lo staff ha la mascherina in campo e i ragazzi nello spogliatoio devono indossarla; Per il cambio abiti facciamo a turno e le docce a scaglioni, facendo i tamponi…più di questo che dobbiamo fare?!”

Nel post della pagina ufficiale della società si è parlato del massimo rispetto per le precauzioni anticovid per gli allenamenti rendendoli al 100% sicuri. In base alla sua esperienza, come si gestisce la situazione allenamenti – distanziamento sociale?

Gli allenamenti rispettano quanto più possibile il distanziamento dal riscaldamento alla parte atletica. La squadra sta facendo molta più tecnica individuale, ma sappiamo che il calcio è soprattutto la partita, il contatto e l’agonismo senza questo si perde il senso di ciò che stiamo facendo.”

dpcm( post sulla pagina Facebook del 21 ottobre)

In questo momento abbastanza complesso per lo sport e per il calcio dilettantistico, cosa vuole dire ai suoi giocatori e al suo staff?

Ai ragazzi chiedo solo di rispettare sé stessi e, così facendo, rispetteranno gli altri. Il gruppo merita i complimenti per il rispetto e per le attenzioni al tema, appena fanno un colpo di tosse mi avvisano. Abbiamo una comunicazione quotidiana. Infine, vorrei dire che questo tipo di provvedimento sia rivisto anche perché il virus non conosce professionisti o dilettanti”

FRANCESCO ABATE

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