Quando il calcio fu sospeso e arrivarono gli americani: Tammurriata nera

 
 
   

La storia della canzone “Tammurriata nera” scritta nel 1945 quando il Campionato fu sospeso per la guerra

Ebbene sì la Seconda Guerra Mondiale combattuta tra il 1939 ed il 1945 fu un evento traumatico per il mondo intero. Forse, la peggiore catastrofe dell’umanità dalla sua origine con circa 60 milioni di morti. Come è noto l’Italia vi partecipò dal 10 giugno 1940 (data dello storico discorso di Benito Mussolini a Palazzo Venezia in cui venne dichiarato lo stato di guerra alla Francia ed alla Gran Bretagna) al 25 aprile 1945 (data della proclamazione via radio dello sciopero generale di Milano ad opera di Sandro Pertini).

Ovviamente il 25 aprile è una data simbolica; ogni città ebbe la sua liberazione. Le celebri Quattro Giornate di Napoli si svolsero tra il 27 ed il 30 settembre 1943 (neanche un mese dopo la proclamazione dell’Armistizio dell’8 settembre 1943).

coppa liberazione
Corriere dello Sport 18 dicembre 1944.

Sarebbe bello poterne parlare in questo spazio, ma oggi ci limiteremo a ricordare che il Campionato di Serie A fu interrotto tra il 1943 ed il 1945. Il calcio, però, fu praticato anche durante il periodo di guerra. In particolare, nel 1944 venne disputato in Campania un Torneo denominato Coppa della Liberazione vinto dalla Salernitana (davanti a Torrese, Internaples, rifondata quell’anno, e Ilva Bagnolese). Nel 1945, invece, fu disputato un più articolato Campionato Campano vinto dallo Stabia (formazione di Serie C), davanti ad un’ottima Salernitana e al Napoli (che disputò alcune partite a Piazza Nazionale e altre all’Orto Botanico. Lo Stadio Ascarelli, infatti, che sorgeva presso l’attuale Piazza Garibaldi fu raso al suolo nel 1942 dai bombardamenti alleati).

superga
Gazzetta dello Sport 5 maggio 1949.

Entrambe, però, insieme a molte altre disputate in altre Regioni non ebbero mai un riconoscimento ufficiale. Il Campionato ricominciò nel 1945-1946 con una organizzazione complessa, mentre la Serie A a 20 squadre ripartì solo nel 1946-1947. Entrambe le competizioni furono vinte dal grande Torino. Il 4 maggio del 1949, invece, sarebbe avvenuta la terribile Sciagura di Superga, nella quale perirono tutti i giocatori tra i quali i grandi Valentino Mazzola e Romeo Menti (a cui la Juve Stabia avrebbe intitolato il suo antico Stadio San Marco).

A Napoli si continuò a giocare a Calcio, ma l’attenzione fu catalizzata da alcuni eventi “anomali” come quelli che capitarono ad Edoardo Nicolardi all’Ospedale Loreto Mare di Napoli. Edoardo Nicolardi era poeta e paroliere di alcune delle più belle canzoni napoletane dell’inizio del 1900. Compose il testo, ad esempio, della bellissima Voce ‘e notte (1909), musicata dal grande Ernesto De Curtis. Nicolardi, però fu anche Direttore Amministrativo dell’Ospedale Loreto Mare. Avendo assistito nel 1945 alla nascita di alcuni bimbi di colore. decise di scrivere un testo, che avrebbe poi proposto al consuocero per musicarlo. Questi era Giovanni Ermete Gaeta, noto con lo pseudonimo di E.A. Mario. Con questo pseudonimo è noto per essere stato tra i più grandi compositori e poeti della intera Storia Napoletana, insieme a Libero Bovio, Salvatore Di Giacomo ed Ernesto Murolo. Accidenti! Sono nomi ed argomenti questi che sono molto più grandi dell’umile scrittore di questo articolo!

E.A. Mario è anche l’autore della Leggenda del Piave!

Insomma, era il 1945 e Nicolardi assistette ad alcune nascite di bimbi di colore da ragazze napoletane, che evidentemente avevano accolto molto bene gli americani liberatori che erano arrivati a Napoli 9 mesi prima! Ci fu un caso che destò la sua attenzione e fu quello di una ragazza che cercava di giustificarsi, e pensò di risolvere il tutto dandogli un nome italiano: Ciccio o Antonio o Peppe o Ciro (ca tu ‘o chiamme Ciccio o ‘Ntuono/ca tu ‘o chiamme Peppe o Ciro/chillo ‘o fatto è niro niro, niro niro comm’a cche).

lastoriasiamonoi.rai.it
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La canzone sarebbe arrivata al successo nel 1974 con la magistrale interpretazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Questa straordinaria interpretazione, in verità, modifica anche la versione originale, aggiungendo alcune strofe assenti nella versione di Nicolardi e E.A. Mario, ricordando la musica che ascoltavano gli americani in quegli anni: Al Dexter, Pistol Packin’ Mama. Non è difficile capire dove sia intervenuta la Compagnia. La melodia, infatti, cambia dai versi ‘E signurine ‘e Capodichino/fanno ammore cu ‘e marrucchine,/’e marrucchine se vottano ‘e lanze,/e ‘e signurine cu ‘e panze annanze. Basta ascoltare la canzone country di Al Dexter (poi riportata al successo anche dal leggendario Bing Crosby) per capire il senso dell’intervento sul testo originario.

I versi E levate ‘a pistuldà/uè e levate ‘a pistuldà,/e pisti pakin mama/e levate ‘a pistuldà raccontano come, probabilmente, i napoletani cantavano i versi originali della canzone in inglese: Lay that pistol down, babe/lay that pistol down/Pistol Packin’ Mama,/lay that pistol down [trad. lascia giù quella pistola,/ bambino lascia giù quella pistola/rimettendola nel fodero Mamma/lascia giù quella pistola].

Insomma, la ricca storia napoletane è capace di trovare poesia in ogni luogo ed in ogni tempo, anche i quelli più bui della morte e della miseria, anche quando ai napoletani è tolta la consolazione del pallone!

Amedeo Gargiulo

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Amedeo Gargiulo

About Amedeo Gargiulo

Laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel 1997. Seconda Laurea in Storia all'Alma Mater di Bologna nel 2012. È insegnante di Materie letterarie negli Istituti di Istruzione secondaria di II grado alla Sez. Ospedaliera Gozzadini-S. Orsola di Bologna. È giornalista pubblicista dal 2017.