Come Cavani conquistò il cuore dei napoletani

La prima volta che Edinson Cavani si mise in mostra in Italia era appena un giovane attaccante talentuoso di 19 anni e partecipava al Torneo di Viareggio con la sua squadra uruguayana del Danubio. In particolare il futuro matador si mise in mostra quando segnò il gol decisivo il 20 febbraio del 2006 sul campo di Agliana in provincia di Pistoia contro il Messina, partita terminata per 2 – 1. Fu, a dire il vero, un successo vano, perché fu il Torino a passare agli ottavi di finale, mentre il Danubio nonostante il successo fu costretto a tornare a casa.

Passarono solo undici mesi e quella giovane promessa valeva già 5 milioni di euro: tale fu la cifra per la quale venne acquistato dal Palermo di Zamparini durante la sessione invernale. Il Palermo del 2006-2007 era una squadra molto forte e chiuse il campionato al quinto posto. Nel girone di andata aveva concluso addirittura al terzo posto alle spalle di Inter e Roma. Bisogna ricordare che quello fu un campionato strano, fu il campionato dei punti di penalizzazioni di molte squadre in seguito al caso Calciopoli dell’anno precedente. Fu anche il primo campionato dopo la vittoria dei mondiali del 2006 e l’unico campionato della storia della serie A senza la Juventus, retrocessa in serie B.

Purtroppo, fu anche il campionato dei gravi incidenti del 2 febbraio 2007, durante la partita Catania Palermo, che costarono la vita all’Ispettore Capo della Polizia Filippo Raciti.

Cavani arrivò a Palermo per sostituire Amauri, che il 23 dicembre, alla diciotessima partita del girone di andata, contro il Siena subì un grave infortunio al ginocchio destro. Anche Amauri, come Cavani, si era fatto conoscere in Italia durante il Torneo di Viareggio, esattamente quello del 2000 con la squadra brasiliana del Santa Catarina. Lo stesso Amauri fu, purtroppo, protagonista incolpevole della retrocessione del Napoli in serie B l’anno successivo. Il giovane brasiliano gioco molto poco con la maglia azzurra.
Dopo l’infortunio di Amauri con la maglia rosa nero del Palermo nell’anno 2006/2007, anche Cavani subì un infortunio il 6 maggio durante la partita Palermo Roma, che lo obbligò a terminare il campionato in anticipo.

Il Napoli, invece, disputava ancora il campionato di serie B e i suoi giocatori di punta erano: Calaiò, Bogliacino, De Zerbi, Roberto Sosa e Paolo Cannavaro. In quel campionato anomalo di serie B, per il valore delle squadre coinvolte, furono promosse in A: Juventus, Napoli e Genoa. Il Napoli tornava in seria A dopo sette anni. L’anno successivo sarebbe cominciata l’era di Lavezzi e Hamsik, che avrebbero a lungo scaldato i cuori napoletani.

Cavani, intanto, ripresosi dall’infortunio, disputò altre tre stagioni con il Palermo, concludendo la sua esperienza siciliana con un totale di 34 gol nella serie A, poca cosa rispetto alla media realizzativa che avrebbe avuto poi con gli azzurri.

Nell’estate del 2010 il Napoli finalmente acquistò Cavani per 17 milioni. L’allenatore del Napoli era Walter Mazzari, che trasformò il giocatore in una punta centrale. Fu la sua fortuna e la fortuna del Napoli! Probabilmente si trattò anche di una scelta forzata, dato l’improvviso addio di Quagliarella.

Comunque, l’avvio di Cavani, nella nuova posizione voluta da Mazzarri, fu sorprendente tanto da realizzare sei gol nelle prime sette giornate. Però, fu una partita in particolare che avrebbe fatto innamorare i tifosi del Napoli di questo grande talento uruguayano: il 9 gennaio del 2011 si disputò l’ultima partita del girone di andata. Al S. Paolo si affrontavano Napoli e Juventus. I temibili attaccanti della Juventus erano il campione del Mondo Luca Toni e proprio Amauri, che Cavani era stato chiamato a sostituire quattro anni prima a Palermo.

Il trio formato da Lavezzi, Hamsik e Cavani è in piena forma e al 26′ il Napoli è già in vantaggio per 2 a 0 con due gol di testa di Cavani, il primo su cross di Maggio dalla destra, il secondo su cross di Campagnaro dalla sinistra. In quei 26 minuti sono accadute molte cose, come un gol annullato a Toni per una manata sul volto su De Sanctis, una grande parata del portierone napoletano su tiro di Amauri, ma soprattutto Lavezzi è una spina nel fianco della difesa juventina, davvero imprendibile.
Si chiude il primo tempo, ma il secondo si apre esattamente allo stesso modo: al 53′ su cross di Hamsik è ancora Cavani a siglare ancora di testa, questa volta di tuffo, il terzo gol e la sua prima tripletta in serie A, proprio contro la Juventus.
A molti napoletani quel 3 a 0 ricordo i quarti di finale di Coppa Uefa del 1989, quando il Napoli con lo stesso punteggio riuscì a ribaltare il 2 a 0 dell’andata. Erano passati 24 anni. Ma questa è tutta un’altra storia.
Un’altra storia ancora è quella che racconta che quello fu l’ultimo campionato in cui la Juventus non vinse lo scudetto. Dall’anno successivo, infatti, avrebbe infilato un filotto di nove successi che non è ancora terminato.

Da allora Cavani sarebbe andato in gol con una regolarità impressionante, realizzando in solo tre anni 78 gol in campionato e 104 totali con la maglia del Napoli. È vero che Mertens, Hamsik, Maradona e Sallustro hanno segnato più di lui, ma giocando molte più partite con la maglia del Napoli. L’attuale record man Dries Mertens è alla sua ottava stagione.

Poi, però, venne l’estate del 2013. Cavani che era diventato un top player desiderato dai maggiori club europeo desiderava vincere qualcosa di importante e nonostante il suo amore per la città decise di passare in Francia e di raggiungere il pocho Lavezzi al Paris Saint-Germain, che aveva già lasciato il Napoli l’anno prima. I francesi possono permettersi di pagare ben 64 milioni di euro, molto di più dei 17 con i quali era stato acquistato dal Napoli nel 2010 e i 5 con i quali era stato acquistato dal Palermo nel 2007.
Con i francesi Cavani si è tolto molte soddisfazioni: 6 Campionati francesi, 4 Coppe di Francia e 6 Supercoppe, mentre nel Napoli l’unico trofeo conquistato resta la Coppa Italia del 2012 (2 – 0 in finale contro la Juventus).

I miei lettori sanno che amo rapportare gli eventi calcistici a quelli della mia vita privata. Uno dei ricordi più belli che ho dei gol di Cavani era il modo in cui li festeggiavo guardandoli in televisione nel mio appartamento bolognese: prendevo in braccio mia figlia di 7 anni che seguiva le partite con me e insieme gridavamo CAVANI!!!

Poi mia figlia è cresciuta, io sono invecchiato, ma soprattutto Cavani ha lasciato il Napoli! Che peccato!

Amedeo Gargiulo

Amedeo Gargiulo

Laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel 1997. Seconda Laurea in Storia all'Alma Mater di Bologna nel 2012. È insegnante di Lingua e Letteratura Italiana nella Scuola secondaria di secondo grado dal 2007. È giornalista pubblicista dal 2017. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo storico: "Κύμη (Cuma)" Azeta Fastpress. Si occupa di due rubriche sulla storia del Calcio: "Tasselli di storia napoletana" per Forzazzurri.net e "SINE QUA NON, siamo qui noi" per 1000CuoriRossoblu. È Presidente della Associazione Culturale Enciclomedia ODV.

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