Perrone: tutte le parti in causa dovranno fare sacrifici, calciatori, Sky, Serie A, Federazione. Il calcio può sopravvivere, ridimensionandosi, ma molti settori saranno in difficoltà, sono preoccupato per quelli
A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti vari opinionisti e giornalisti per parlare del momento difficile che si sta vivendo per effetto del coronavirus, dei sacrifici che le componenti del calcio dovrebbero fare, di De Laurentiis impegnato sia sul fronte del calciomercato che sulle donazioni per la pandemia e di tanto altro.
Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net:
Marelli: “A me non interessa dei calciatori, muoiono 700 persone al giorno”
Luca Marelli, ex arbitro: “Sono passati 28 giorni, diventa veramente pesante nonostante non sono uno che si abbatte. Non sono un medico, un virologo, nulla, ma qui non si vede una luce. Abbiamo vissuto un paio di giorni in calo, ma ieri abbiamo avuto l’ennesima mazzata. Resta il fatto che non è facile perché siamo isolati da un mese e ciò che mi lascia più stupefatto è che secondo alcune teorie, tra quattro settimane si può ricominciare ad allenarsi e tra sei a giocare.
Quando sento certi ragionamenti non so se piangere o ridere, ma questa gente dove vive? Venissero a farsi un giro in Lombardia. La realtà è che dobbiamo cominciare a pensare quali saranno le conseguenze, se in Serie A magari le società ce la fanno, in Serie B già ne saltano 5-6, figuriamoci in Serie C dove la gente ci vive con quel che fa. Virologi, medici e scienziati non sanno dare una parvenza di previsione, non sanno quando sarà il picco e noi siamo qui a pensare quando riprenderanno gli allenamenti.
Ma secondo voi società strutturate come Juventus, Inter, lasciano partire giocatori a caso? Evidentemente sanno che la situazione non si rimetterà in sesto. Mettiamoci in testa che quello che c’è da programmare adesso, è come uscire da questa situazione nella maniera più indolore possibile. Classe arbitrale? I più giovani andranno in difficoltà, manca non solo il campo, ma anche il lavoro.
Per quanto riguarda i più esperti, non avranno grandissimi problemi, sicuramente hanno qualche risparmio da parte. Sicuramente non saranno in grande forma quando rientreranno, ma sono a casa ad allenarsi, come qualsiasi altro atleta. Pensiamo a gente come Guida, Maresca, Carbone che hanno passato quarantene di due settimane per il terrore di essere stati contagiati e con il terrore di poter contagiare la famiglia. Gli arbitri vengono menzionati solo per gli errori, ma di queste situazioni non frega niente a nessuno.
A me non interessa di un giocatore positivo, chi se ne frega, sono persone come altre. Ci sono 700 morti al giorno, non mi interessa di persone che fanno il tampone, stanno bene e fanno video. In Italia la mortalità è più bassa della Cina, circa dell’1%, non mi fiderei troppo dei dati che arrivano dalla Cina. La realtà è che ci sono modi di catalogare i morti, in maniera diversa”.
Cimbrico: “Abbiamo chiuso la stagione come risposta alla necessità di chiarezza per tutte le società”
Andrea Cimbrico, responsabile comunicazione FEDERUGBY: “La decisione che il Consiglio ha preso in una riunione è stata quella di anticipare qualunque eventuale posticipo dei decreti e decidere – per un messaggio di chiarezza – di terminare la stagione con effetto immediato.
E’ stata una risposta alla necessità di chiarezza per tutte le società, giocatori e componenti del movimento che potranno così iniziar a pianificare il proprio futuro. In tal senso il Consiglio ha deciso di tenersi aperto fino al 9 aprile e pianificare azioni tangibili a favore del movimento. Non possiamo dire se è una scelta giusta o sbagliata, abbiamo solo voluto dare un messaggio chiaro al nostro movimento”.
Chiariello: “Se anche il calcio, come il rugby, dovesse arrendersi si rischia una stagione di non ritorno”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “C’era un famosa frase di Totò “Io non pago” e torna drammaticamente di moda in questo momento. Si approssima la sesta tranche di pagamento delle paytv al calcio italiano: Sky e DAZN devono corrispondere i soldi, ma i legali stanno valutando di contestare la cifra ai club per eccessiva onerosità.
I nodi stanno venendo al pettine. Se il calcio italiano non riceve i soldi dalle paytv perde la gran parte degli introiti, la base su cui si forma il sistema calcio. Nel frattempo il CODACOS e gli utenti cominciano a chiedere la restituzione dei soldi per servizio non fruito. Se anche il calcio, come il rugby, dovesse arrendersi si rischia una stagione di non ritorno”.
Bellinazzo: “Il calcio non può sopravvivere senza interventi pubblici, tutti pensano a questa stagione, io darei un occhio alla prossima”
Marco Bellinazzo, Sole24Ore: “Il calcio non può sopravvivere senza interventi pubblici, inutile nasconderlo. Il mercato dei calciatori non sarà più quello di prima, ma in più tutti pensano a questa stagione, io darei un occhio alla prossima. Ci sarà certamente un calo dei ricavi intorno al 30% proiettando un deficit su questa e la prossima stagione, molto preoccupante.
Sarebbe bello un taglio degli ingaggi del 15-20%, ma andrebbe accompagnato da tutta una serie di provvedimenti. Giuste le richieste della Federazione, ma hanno una riposta nel medio-lungo termine, non nell’immediato. Vivremo il calcio come un domino: abbonati busseranno alla porta di Sky per un servizio di cui non hanno usufruito, Sky busserà alla Lega perché non hanno avuto un servizio da proporre, alla fine si troverà un accordo collettivo. Tutto il calcio italiano ed europeo dovrà ridimensionarsi, sicuramente la Premier League, già con le spalle larghe ne uscirà con pochi danni, la Serie A rischia di uscire ad ossa rotte”.
Perrone: “Tutte le parti in causa dovranno fare sacrifici: calciatori, Sky, Serie A, Federazione”
Roberto Perrone, Corriere dello Sport: “Il problema del calcio è un problema di tutti noi, non si sa quando si uscirà da questa cosa. Il calcio programma delle date, che risultano essere tutte relative: si da per scontato che a giugno, luglio, saremo fuori, ma come? Non lo sappiamo. E’ peggio di una guerra, perché quest’ultima ad un certo punto hanno un armistizio, il Coronavirus non finirà da un giorno all’altro.
Capisco che ci sia la necessità di programmare, salvare la stagione, i campionati e le coppe, ma nessuno di quelli che discute sa con certezza quando potrà tornare a fare ciò che facevamo prima.
Battaglia legale? Non c’è ancora, siamo nella fase in cui tutti stiamo perdendo qualcosa. Nel mio piccolo anch’io ho subito dei danni, è chiaro che la Serie A subisce dei danni, Sky subisce dei danni perché non ci sono più partite, Coppe, le inserzioni pubblicitarie non hanno più il valore di prima. Tutte le parti in causa dovranno fare sacrifici: calciatori, Sky, Serie A, Federazione. Il calcio può sopravvivere, ridimensionandosi, ma molti settori saranno in difficoltà: sono preoccupato per quelli”.
Abbagnale: “Non c’era altra soluzione che rinviare le Olimpiadi. Il canottaggio è fatto di assieme, dobbiamo trovare il modo di aiutare piccole società”
Giuseppe Abbagnale, ex Olimpionico: “Ragionando in maniera realistica abbiamo di fronte ancora un bel po’ di giorni di lotta difficile per poter quanto meno circoscrivere questo fenomeno terribile. In questo momento non possiamo fare altro, abbiamo di fronte un nemico subdolo ed è contagiante, dobbiamo restare in isolamento, ognuno deve fare la propria parte.
La vera sfida quest’anno è contro questo male invivibile, ancor più per questo bisogna essere uniti, ligi e restare compatti. Questa guerra va combattuta senza armi per adesso, speriamo di averne al più presto possibile.
D’accordo nel rimandare le Olimpiadi? Non c’era altra soluzione, è stata la decisione migliore. Aspettiamo che passi questo momento per riprogrammare e perfezionare gli allenamenti. Il canottaggio è fatto di assieme, di km fatti da un equipaggio multiplo per acquisire meccanismi e simultaneità, non potendosi allenare nelle dovute condizioni, non ha senso. Dobbiamo trovare il modo per aiutare le piccole società, lo sport in Italia è fatto soprattutto di volontariato, dedizione ed impegno. Un modo per farlo è trovare le forme giuridiche per elargire finanziamenti a tasso 0.”.
Troise: “Mertens è molto più vicino al Napoli che ad andar via, Callejon ha una situazione diversa”
Ciro Troise, Corriere del Mezzogiorno: “Vlachodimos? Questo nome fu accostato a degli intermediari italiani già tempo fa, ma credo che il Napoli sui portieri sia già coperto. Se dovesse rimanere Gattuso, su Meret o ci punti o lo vendi. Riguardo gli altri ruoli, è il momento delle valutazioni perché non ci resta fare altro, Marzo sarebbe dovuto essere il mese dei rinnovi.
Mertens e Callejon? Non ci sono certezze, ma siamo a Marzo e se Mertens non ha contatti con altre società, ma ha avuto un incontro con il Napoli, per logica credo che resterà qui, ma bisogna vedere. Bisogna capire tante cose, la permanenza di Gattuso, la questione multe, ma mi sento di dire che Mertens è molto più vicino al Napoli che ad andar via. Su Callejon la situazione è diversa, c’è stato un colloqui a Dicembre tra De Laurentiis e Callejon, ma non c’è mai stato accordo tra le parti: al momento è tutto in standby”.
Manniello: “Io e altri presidenti siamo pronti a mollare nel momento in cui non ci sono i presupposti. C’è bisogno di un piano serio, altrimenti vendiamo fumo”
Franco Manniello, presidente Juve Stabia: “La stiamo vivendo come la vivranno tutti. Molte persone vivono fuori da questa realtà, è peggio di una guerra, una cosa inimmaginabile. Fin quando non uscirà un vaccino, cambierà radicalmente il modo di vivere. In proporzione, i contraccolpi della Juve Stabia, toccheranno anche alla Serie A. C’è bisogno di un ridimensionamento.
A volte leggo notizie ed è come se nulla fosse, ma stiamo parlando di più di 8.000 morti. Chi porterà la famiglia al cinema, al ristorante, allo stadio, prima di un vaccino? Attualmente tutte le aziende sono chiuse, senza sapere quando si riprenderà normalmente, dunque in queste categorie o in Serie A, sarà impossibile pensare a qualcosa di concreto. Bisogna salvare il sistema calcio, stiamo vivendo peggio di una guerra mondiale.
Rischio di non iscriverci alla prossima stagione? O cambiano le regole o molte squadre non si iscriveranno al campionato, questo è emerso da chiacchierate con altri presidenti. In epoca grassa ho fatto contratti con obbligo di riscatto alla salvezza, adesso è successo questo poco, è nelle mie possibilità di ottemperare a questi contratti. Lì dove c’è l’obbligo, sarebbe giusto tramutarlo in diritto: qui ragionano tutti, ma nessuno mette un euro nel sistema.
Vivo a Sorrento, tutto è chiuso, con problemi enormi e magari devo sentire che il Barcellona non vuole ridurre gli stipendi. Ci vorrebbe un esame di coscienza. Parliamo di centinaia di migliaia di persone che perderanno il lavoro, prima di questo campionato, penserei a sostenere il sistema dall’anno prossimo. Quale azienda farà la sponsorizzazione l’anno prossimo? E leggo ancora quotidiani sportivi parlare di milioni, Raiola di qua, i problemi saranno altri.
Ripresa di campionato? Se fossi un calciatore non andrei mai in Lombardia. Sento gli altri presidenti, attenzione, do la mia parola: dalla Serie B in poi si mettono tanti soldi, bisogna fare un ragionamento serio. È inutile che Tommasi dica “Vediamo…” ma che vuoi vedere? I medici che stanno morendo guadagnano 3.000 euro al mese”.
Carmando: “Maradona faceva quel che diceva, ci ha fatto vedere cos’è il calcio mondiale”
Salvatore Carmando, ex massaggiatore Napoli: “Passano gli anni e si parla sempre di Maradona, è giusto. Quando si parla di lui mi viene sempre la pelle d’oca, ci ha fatto vedere cos’è il calcio mondiale, è stato il più grande giocatore di tutti i tempi. Argentina-Inghilterra? Me la ricordo, Diego mi disse “Quest’anno voglio vincere i Mondiali” e l’ha vinto. Quello che diceva, quello faceva. Una volta mi svegliò alle 7:00 del mattino per un massaggio, voleva segnare su punizione quel giorno e così fu. Ho fatto un sacrificio immenso per starmene due mesi in Messico con lui”.
Chiariello: “Plaudo il fatto che De Laurentiis si sia mosso sia sul mercato che per le donazioni”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Il Napoli fermo non è. Intanto che il calcio attende l’evoluzione della pandemia, il Napoli si sta muovendo per cercare di mettere dei tasselli alla prossima stagione, prima o poi il calcio ripartirà.
Probabilmente torneremo all’austerità, me lo auguro per dare spazio ai nostri ragazzi che stanno pagando dazio. Il Napoli sta pensando a fare cose interessanti: blindare Zielinski, muoversi sul mercato internazionale, discutere con Hysaj. In questo momento c’è una persona che sta uscendo dal silenzio ed è De Laurentiis, molto attivo e propositivo in Lega per cercare di stendere un documento per far sì che il calcio non fallisca.
Ha attaccato fortemente coloro che vogliono fermare tutto per interessi di parte. Se De Laurentiis fa beneficenza in privato, gli fa onore, ma mi avrebbe fatto piacere se avesse spesso il nome del calcio Napoli per trainare una grossa campagna di donazione. Plaudo il fatto che De Laurentiis si sia mosso”.
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