Il fondo salva calcio deve partire dai presidenti. Taglio stipendi? Gli agenti vogliono avere voce in capitolo

Serie a e taglio stipendi
   

Saladin: De Laurentiis ha chiesto di non mettere a verbale le cifre delle presunte eventuali perdite perché non si sa se, come e quando si riprenderà. Di fatto è una posizione assolutamente mediatica la sua, null’altro. Poco fa è arrivata la notizia che i dirigenti dell’Udinese hanno tagliato i propri stipendi

A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti opinionisti e giornalisti per discutere sui tagli agli stipendi dei calciatori, del fondo salva calcio e di altro

Questi i loro interventi riportati da ForzAzzurri.Net:

Chiariello: “E’ facile parlare con i soldi degli altri, il fondo salva calcio deve partire dai presidenti”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo sul fondo salva calcio: “Credo che è quasi un evento pensare che Lotito, Preziosi, De Laurentiis, Marotta, Cellino, bei personaggi tutti pepati, siano d’accordo. Quando si tratta di mettere mano al portafoglio, sono i numeri uno al mondo e in questo momento sono furbi assai.

Noi attacchiamo l’AIC perché negli ultimi anni hanno guadagnato 10 volte tanto Maradona. The show must go on, lo show è business, è inutile che stiamo a dire che moralmente non è giusto che guadagna 100 volte in più al medico.

Ad oggi dovrebbero guardare al mondo, ma i presidenti sono furbi. Nessuno ha detto cominciamo da noi, cominciano dai calciatori, ma noi vogliamo che partano da loro: facile parlare con i soldi degli altri, il fondo salva calcio deve partire dai presidenti”.

Salandin: “Ci sono presidenti che devono ancora pagare Gennaio, di cosa stiamo parlando?”

Stefano Salandin, Tuttosport: “Ieri la Lega si è trovata all’unanimità, perché si trattava di tagliare soldi a qualcun altro. Hanno trovato un accordo un po’ farlocco perché ogni società comunque dovrà discutere con i calciatori per trovare un accordo reale.

I calciatori avevano dato disponibilità, ma De Laurentiis ha chiesto di non mettere a verbale le cifre delle presunte eventuali perdite perché non si sa se, come e quando si riprenderà. Di fatto è una posizione assolutamente mediatica la sua, null’altro. Poco fa è arrivata la notizia che i dirigenti dell’Udinese hanno tagliato i propri stipendi.

Il Liverpool ha fatto marcia indietro perché aveva messo in cassa integrazione i dipendenti, perché bisogna tagliare? Ci sono presidenti che devono ancora pagare Gennaio, di cosa stiamo parlando? E’ evidente sia tutto molto individuale, società per società. Uno dei problemi dell’AIC è arrivare ad un accordo, ma di non farsi superare.

Se ogni società decide per sé a cosa serve il sindacato? Solo per B e C? Fino a qualche giorno fa ero convinto della necessità di concludere questa stagione assolutamente, ma parlando con dirigenti molto preparati, l’ipotesi di ripartire con questa stagione a settembre, finirla e fare come ha detto il presidente del Nizza, non è male. Dobbiamo cominciare a pensare al mercato ed alla rivoluzione che subirà”.

Galli: “Noi agenti non veniamo mai considerati, vogliamo presiedere ai tavoli ed avere voce in capitolo”

Beppe Galli, presidente Assoagenti: Quello che hanno fatto i presidenti è un autogol. Come assoagenti abbiamo fatto anche un comunicato in cui dichiariamo di voler attendere per capire se si giocherà o meno. Ho letto che De Laurentiis è contrario al dettaglio sulle perdite pubblicate.

Sembra che solo i calciatori devono mettere soldi, ma parlassero anche con UEFA e Fifa che hanno miliardi in cassa grazie alle Federazioni. Molti giocatori famosi e non hanno fatto donazioni, senza pubblicizzare, nate dal cuore e non per dire che hanno fatto qualcosa.

Spero che quella dei presidenti sia una provocazione. Nelle ultime due righe del comunicato della Lega c’è specificato che ogni società deve discutere con i singoli giocatori ed ognuno di loro ha la propria storia, il proprio contratto. I giocatori erano già propensi a lasciare una percentuale dei loro stipendi per dare il proprio contributo.

Ne ho sentiti tanti e vogliono lasciare soldi per la Croce Rossa, ospedali, alla ricerca. Noi agenti vogliamo le regole, l’abbiamo sempre detto e nessuno ci ascolta, tutte l’email mandate sono andate a vuota. Avremmo anche idee per far cambiare il calcio, ma non ci vogliono ai loro tavoli. Sono d’accordo in una sola cosa con l’AIC, in Serie C c’è gente che vive di calcio, il presidente Ghirelli si dimentica che molte società lavorano in una certa maniera.

Il sistema è sbagliato, va fatta una rivoluzione. Nel calcio abbiamo solo dei doveri, non abbiamo diritti, dobbiamo ancora prendere commissioni: qualcuno da anni. In questa situazione anche noi dovremmo metterci a tavolino e parlarne. Anni fa con Lotito mi sono incontrato una persona intelligente e furba, andai per l’associazione e gli avevo proposto dei paletti perché non vogliamo star sempre sotto schiaffo. Quando dobbiamo essere pagati, non abbiamo la sicurezza di essere pagati, tranne le multe, quelle le paghiamo sempre”.

Bordin: Nel ’94 raggiungemmo un traguardo importante. Lippi ottimo mister, ci trasformò in una squadra importante“

Roberto Bordin, ex Napoli: “93-94? Raggiungemmo un traguardo importante con un gol particolare, rubando palla al portiere. Quell’anno partimmo un po’ in sordina, ci rifacemmo in finale con una squadra con nomi importanti. Lippi era un padre, ci caricava e cercava di capirci.

Un ottimo allenatore, fu bravissimo a capire giocatori come Cannavaro, Pecchia e Taglialatela, aveva una grossa visione del campo e ci trasformò in una squadra di tutto merito”.

Chiariello: “De Laurentiis padre padrone fa il falco della Lega calcio”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “De Laurentiis fa parlare di sé perché non vuole far sapere quanto il calcio italiano perde ed esporre i bilanci di Serie A al pubblico.

Deve capire che se vuole ottenere dai calciatori la collaborazione deve mostrare la capacità di dialogo che difficilmente ha dimostrato questi anni. E’ il tipico padre padrone, ha sempre un modello molto snello, decide lui e come tutti i padre padrone con atteggiamento paternalistico, porta Mertens e se lo porta a pranzo.

Quando si parla di relazioni industriali, bisogna avere capacità di mediazione. E’ ovvio che la Lega chieda il massimo sacrificio per ottenere un obiettivo intermedio. De Laurentiis nel momento in cui fa il falco del della Lega calcio deve anche decidere chi sia il mediatore”.

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Vincenzo Vitiello

Giornalista --- Vice Direttore

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