Pubblicato il: 23 Marzo 2020 alle 5:16 pm

Lo sport sta prendendo coscienza della pandemia, si può riprendere a giocare quando la si debella

Coronavirus

Diaconale: interessi collettivi? Sono legati alla sorte del sistema calcio perché il Coronavirus presto o tardi passerà, ma se vogliamo dare una prosecuzione al sistema calcio – quello industriale del Paese e tanti altri sistemi – bisogna pensare a quando ripartiremo e non bisogna partire con le macerie

A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono  intervenuti opinionisti e giornalisti per discutere del coronavirus, della ripresa delle attività sportive dopo che si è debellata la pandemia e di altro.

Queste le loro parole riportate da ForzAzzuri.Net.

Pistocchi: “Tommasi piuttosto che lavarsene le mani avrebbe dovuto spronare i calciatori a mettere mano alle tasche”

 Maurizio Pistocchi, Sport Mediaset: “Ci sono state 37 sentenze che hanno confermato in toto tutti quelli che sono stati i gradi del giudizio sportivo e penale, inutile continuare a parlare di calciopoli. Parlare di calcio e di sport in un momento come questo con una situazione sanitaria gravissima, è un’assurdità come pensare di poter riprendere gli allenamenti tra qualche giorno.

Bisognerebbe pensare alla salute pubblica. In relazione alla situazione economica, è evidente che se non si disputa 1/3 del torneo, verranno richiesti i diritti di 1/3 torneo non disputati, ma è ovvio che porterà grandi danni. La cosa migliore che avrebbe potuto fare Tommasi, invece di lavarsene le mani, era quello di dire che se i calciatori ci tengono al proprio mestiere devono mettere mani alla tasca.

Questa pandemia sta mettendo sottosopra qualsiasi ramo, tutto ciò che accadrà dopo non potrà essere più uguale a prima, bisognerà ripartire da altre basi. Spero ci sarà l’umiltà da parte di alcuni club nel non fare i furbi e che ci sia un patto tra gentiluomini, all’inglese. “.

Chiariello: “Lo sport sta prendendo coscienza della pandemia e tutte le competizioni stanno saltando, semmai lo sport dovesse ripartire

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Bisogna essere realisti, la Formula 1 uno dei business in assoluto, fa slittare anche il Gran Premio di Baku previsto per il 7 Giugno.

Questo significa che lo sport sta prendendo coscienza della pandemia e tutte le competizioni stanno saltando. Semmai lo sport dovesse ripartire prima di Settembre, dovrà impegnarsi tutta l’estate. Walter Zenga ha detto “Chi se ne frega delle vacanze, giocheremo anche a Ferragosto se sarà necessario”.

E’ questo il modo da utilizzare, vanno azzerati tutti i campionati di tutte le competizioni e di tutti gli sport. Tutto ciò avrà una ricaduta su ragazzi, allenatori e quant’altro, adesso coloro che vivono con piccoli stipendi, sono tutti a rischio”.

Diaconale sul post – pandemia: “Ripresa degli allenamenti nella massima tutela della salute dei professionisti. Credo sia più che legittimo lasciare la responsabilità alle singole società”

Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio: “Sono chiuso in casa perché quest’estate ho avuto una polmonite e devo stare attento. Quando il tifoso parla non può rappresentare in alcun modo la linea ufficiale della società, alle volte i sospetti dei tifosi possono essere un’anticamera di verità. Basterebbe pochissimo per eliminare questi sospetti.

Interessi collettivi? Sono legati alla sorte del sistema calcio perché il Coronavirus presto o tardi passerà, ma se vogliamo dare una prosecuzione al sistema calcio – quello industriale del Paese e tanti altri sistemi – bisogna pensare a quando ripartiremo e non bisogna partire con le macerie.

Il rischio che adesso grava sul calcio è che rinviando la conclusione o stabilendo che il campionato non finirà, può innescare un meccanismo che porta al fallimento. Sono stato pesantemente aggredito da altri tifosi perché difendo la Lazio, cosa assolutamente legittima per chi ha a cuore i colori della propria squadra.

Essere tifosi non vuol dire perdere il lume della ragione, ma che il campionato va concluso evitando ulteriori disastri. E’ logico che in questa situazione ognuno persegua i propri interessi. Cellino? Ognuno badi a sé stesso, sia responsabile di quello che fa e dice.

C’è un vecchio detto che dice “Il bue dà del cornuto all’asino”, in questi momenti è meglio evitare lasciare dichiarazioni che possono creare ulteriori polemiche e cercare di badare agli interessi generali. Ricominciare gli allenamenti? Nella più assoluta garanzia della salute dei giocatori. La tutela della salute dei giocatori è maggiore se vengono lasciati nelle proprie case seguendo le indicazioni mandare per email oppure è maggiore in un ambiente sanificato.

Dove c’è il massimo controllo medico? Faccio un esempio, non per polemica: è chiaro che la Juventus, con una serie di giocatori che si sono allontanati da Torino, quando tornano devono sottoporsi ad un periodo di quarantena obbligatorio. Anche altre squadre si trovano situazioni analoghe, credo sia più che legittimo lasciare la responsabilità alle singole società, la Lazio aveva fissato la ripresa oggi rimandandola a data da destinarsi. In un momento di sacrifici, ognuno deve fare il suo”.

Corbo sulla pandemia: “Il calcio con la promiscuità è una zona di contagio ancora più rapido, se non si debella l’epidemia, non si può riprendere a giocare”

Antonio Corbo, Repubblica: “Napoli ha preso molto sul serio i provvedimenti emanati dal Governo, mi sembra una città molto rispettosa, non come si dice. La salute è la cosa più importante, ma la salute del calcio – in secondo piano – resta un punto importante. Play off  – play out? Possono piacere a noi che stiamo a casa e vediamo la partita, ma quando si potrà giocare? Il calcio con la promiscuità è una zona di contagio ancora più rapido, se non si debella l’epidemia, non si può riprendere a giocare. Da quel momento si faranno i conti per chiudere entro metà luglio tutti i campionati”.

Magoni: “Il mio appello è quello di rispettare le regole, adesso, perché è l’unica via d’uscita”

Oscar Magoni, ex Napoli: “È un momento particolare e vivere a Bergamo vuol dire vivere con sofferenza. Parliamo di 300 morti al giorno, non si riesce neanche più a sapere dove sono i propri cari. La gente porta via queste salme non si sa dove, la stiamo vivendo con tanto coraggio, ma con molta sofferenza. Gattuso? Ha bisogno di tempo perché si è trovato in una situazione deludente, ha dato stimoli nuovi e ha cominciato a fare risultati. Rispecchia la persona che è: tosta e vera. Il mio appello è quello di rispettare le regole, adesso, perché è l’unica via d’uscita”.

Specchia: “Il mio ricordo del Napoli 82-83”

Paolo Specchia, allenatore: “Conobbi Giacomini al Napoli, ma mi volle fortemente Bonetto mi mandò a vedere lavorare Pace e Bianchi, e di quest’ultimo ne rimasi entusiasta. Giacomini era un buon allenatore, ma non toccava le corde giuste con la squadre e le cose finirono male. Diaz dette pochissimo, Krol qualcosa in più, reduce da un grande infortunio, ma pensava a sé stesso, non era un leader e men che meno il giovane Diaz. Abitava vicino a me e ogni tanto sentivo volare i piatti”.

Pandemia – Cosentino: “Quarantena Azzura è la nostra iniziativa che ha raccolto 5mila euro in poche ore”

Alessandro Cosentino, portavoce Curva B: “Abbiamo iniziato la nostra raccolta Quarantena Azzurra ieri alle 17, raccogliendo quasi 5.000 euro. Abbiamo chiesto anche per il risarcimento dei biglietti e c’è un attimo da aspettare, quindi ci siamo affidati alla buona volontà di tutte le persone che ci conoscono. Siamo molto contenti perché da casa possiamo fare qualche cosa, avremmo voluto farlo sul campo, ma stiamo rispettando tutte le regole per far sì che questa storia finisca il prima possibile.

Guardando al prospetto delle varie donazioni, viene fuori che c’è anche gente del nord a donare ed hanno aggiunto che credono tantissimo alla sanità napoletana e nei luminari napoletani. Film Ultras? In questo momento dovrei dire un sacco di brutte cose anche a chi l’ha accompagnato in giro a farglielo fare. Qualche spezzone me l’hanno mandato, ma mi sono rifiutato di guardarlo. Chi vuole guardare chi siamo veramente possono guardare “Estranei alla massa”, non siamo dei disadattati dalla mattina alla sera”.

Chiariello: “Il Napoli ha fatto qualche donazione? E’ giusto sbandierarlo per dare l’esempio. Napoli testimonial mancato”

Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “E’ un momento talmente difficile per tutti noi che perfino parlare del Napoli diventa complicato. Una domanda che gira sui social è la seguente: “Ma il Napoli ha fatto qualche donazione?” a me non risulta, qualcuno dice che se l’ha fatta non è giusto sbandierarlo. Invece no, una società come il Napoli deve dare l’esempio, invece è un testimonial mancato. Ho l’impressione che De Laurentiis che è distante dalla città, non si senta parte di questa realtà”.

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Vincenzo Vitiello

Giornalista --- Vice Direttore

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